Categoria: Racconti brevi
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Il rogo
0 (0)Stava fumando infinite sigarette, alla fermata del tram, non poteva prevedere che ci sarebbe stato un rogo di lì a poco. Aveva lo stomaco dilatato dall’abbondanza di carne salata, si sentiva scoppiare e doveva tranquillizzarsi intossicandosi in qualsiasi modo che non fosse berci un drink sopra. Stava andando a prendere il caffè con la persona…
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ElisabettaPend
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Il rialto domenicale
0 (0)Domenica mattina, era sobria ma inquieta, aveva passato la notte insonne, si era svegliata tardi ed era andata ad accompagnare il babbo alla farmacia a comprare il fluimucil per raschiare via dalla gola la brutta tosse secca che attanagliava entrambi, avevano fatto colazione con la brioche e il cappuccino e di ritorno a casa si…
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ElisabettaPend
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Arsenal Vs Manchester United
0 (0)Avevano appena pranzato, prosciutto cotto e funghi per lei e cotechino e funghi per lui, tanto pane per entrambi, aveva deciso, senza molta convinzione, di mettere fine a tutta quella macellazione che avveniva ad ogni pasto in casa sua così dava fondo agli ultimi residui animali che sostavano in frigorifero, si voleva lasciare solo un…
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ElisabettaPend
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L’incubo
0 (0)Si era svegliata di soprassalto trovandosi completamente scoperta fino ai piedi, ma era nel letto di casa, almeno quello era sicuro, e cercò di tranquillizzarsi. Stava sudando freddo, quando si accorse che il cane era vigile e sveglio proprio accanto al suo letto, ritto sulle quattro zampe, le sottili palpebre non si chiudevano né sbattevano…
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ElisabettaPend
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I parenti
0 (0)Stava recandosi a Genova con il treno FrecciaBianca, un vecchio regionale malriverniciato senza testa a punta, con la sorella e il babbo, per incontrare, chissà, per l’ultima volta, gli apparenti parenti alla lontana del babbo. Molto alla lontana, visto che non erano davvero nemmeno veri parenti. Aveva fatto colazione prestissimo al Mc caffè, erano partiti…
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ElisabettaPend
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La brioche e il caffellatte
0 (0)Era strafatta di burro. Era soddisfatta di avere speso i suoi ultimi soldi per fare colazione da McDonald, anche se non c’era la mamma a tenerle compagnia mentre si riscaldava le mani con la tazza di carta di caffellatte, era così contenta di avere la pancia piena di quella brioche sfogliata all’esterno e densa di…
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ElisabettaPend
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Il freddo
0 (0)Comportandosi bene, il nuovo giorno le si apriva a nuove possibilità, di scrittura, di lavoro con la psicologa, di fumo nervoso ma in pace con se stessa per aver fatto ancora una volta la scelta giusta e anche di semplice riposo, giacché si era beccata un brutto raffreddore e nel suo sangue circolavano alte dosi…
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ElisabettaPend
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Le mura
0 (0)Sgattaiolò fuori dalla sua camera tre ore prima di cena e sentì la puntura del freddo attraversarle il corpo in un rantolo, si era presa un tremendo mal di gola quella mattina a suon di singhiozzi nel vento aspettando come un cane sullo zerbino fuori dalla porta che qualcuno le aprisse. L’odore di verdura lessa…
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ElisabettaPend
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Il racconto
0 (0)Aveva spedito il racconto all’editore, ma non aveva ricevuto risposta, non ora, né mai. Si avvizzì ricurva nel suo golfino grigio col cappuccio e aprì l’email per la decima volta da quella mattina, ma ogni volta che controllava c’era soltanto un nuovo messaggio di spam, qualche evento a qualche serata teatrale, molta pubblicità di giornaletti…
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ElisabettaPend
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Le birre in borsa
0 (0)Aveva bevuto. Non che le avesse fatto qualche effetto perché era ben nutrita dal mattino, ma quel tempo grigio e piovoso le aveva messo addosso lo sconforto ad aspettare quaranta minuti l’autobus numero 20. Pensò stupidamente di dover passare il tempo in qualche modo e non aveva con sé né libri né quaderni a disposizione…
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ElisabettaPend
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I quartetti
0 (0)La musica da camera la redimeva. Era andata ad ascoltare tre quartetti di Schubert in un teatro nel quale non aveva messo piede da quando era bambina, e le sembrò immensamente piccolo, diverso dai suoi ricordi, ma cristallizzato in un passato bellissimo di piume, abiti di scena, concerti barocchi, prove generali dietro le quinte, profumo…
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ElisabettaPend
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L’ombelico
0 (0)Aveva un proiettile nello stomaco. Prima. O almeno, adesso aveva il foro che prima conteneva il piccolo tubo di plastica che finiva in un sacchettino espandibile nello stomaco, a segno indelebile che era stata nutrita con la forza, senza il proprio consenso ma con la coercizione decisa dallo psichiatra alto e lungo e col baffetto…
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ElisabettaPend
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