Site icon I Feel Betta

Is there anybody out there?

5 canzoni dei Pink Floyd, 5 spicchi di pizza, 5 quadretti di cioccolata, 5 biscotti, 5 flessioni, aspetta 5 minuti. C’è di nuovo che sono tornata ad Arteterapia al centro diurno per malati mentali che sono abbastanza sotto controllo da poter vivere fuori da un ospedale psichiatrico, ho incontrato tutti i miei vecchi amici, ho sciorinato una parlantina e una dolcezza tattica con tutti loro per farli sentire a loro agio con me, nonostante l’ansia, la fobia sociale, la noia, la pecorella ritornata all’ovile, ho superato lo scoglio, brava. Clap, clap. Tra le righe dico che adoro i regali. Io che non regalerei una mela dal mio cesto di frutta neanche alla mia migliore amica, in ricezione sono un’artista, so come far capire che il regalo è non solo gradito, ma grazie, mi ci voleva, ti faccio sentire che hai avuto un’intuizione, che è quello giusto per me, ehi, come facevi a sapere che volevo proprio un regalino?. Erano due settimane che mancavo dal confronto fra me e quegli arnesi da spalmare sulla carta per pigrizia, per paura di non essere all’altezza (fanno pena i miei disegni, ho una cartella piena di fogli imbrattati di scale di colori che passano dal nero all’arancione acceso, di cuori porpora trafitti e sanguinanti), questa fottuta paura di non essere abbastanza brava, no, mica solo, di non essere la migliore, di non essere più neanche così tanto maledetta da dichiarare le mie tele dell’estro che graffia) , ma ho preso coraggio e mi sono detta, hai un impegno, rispettalo, sei fortunata, devi solo disegnare, i tuoi quadri finiranno -forse- nel calendario del centro igiene mentale del 2014, mica donnine nude! dopo mi sono sentita gratificata, sono uscita trionfante, ho mandato macchie azzurre ruvide e pastose imbracandole in un sms a quell’uomo che potrebbe capire dai miei disegni, se ancora non l’avesse capito, che io quando piango per tranquillizzarmi visualizzo ancora nella mente i pesciolini girargli intorno come le stelline di un cartone animato dopo una picchiata di testa, mentre intona una canzone di Elvis, Are you lonesome tonight, non troppo al largo di un’isola simbolica del Mediterraneo, per placare insieme a me un buffo tentativo di suicidio tra le onde del mare, dove la sabbia non precipitava mai, tappandomi ridicolmente il naso per avanzare e tuffare la testa dentro, dipingo la lacrima di un uomo che è andato sulla luna a riprendermi il senno.

Exit mobile version