Penne al forno al ragù bianco toscano

Penne al forno al ragù bianco toscano

C’era la mi nonna che faceva le penne con un ragù bianco pazzesco 😍
profumatissimo di aromi, salvia, rosmarino, alloro, di cui -da brava pecora nera- andavo pazza contro tutti i fedelissimi del classico ragù rosso della domenica.😆.

 

😁(🤔un giorno uscirà il mio manifesto ufficiale contro il povero pomodoro🍅, ma che m’avrà fatto mai di maleee?boh!🙈)😂

 

👵🏻La nonnetta Celìne mi faceva il ragù bianco di soppiatto e di nascosto nei giorni della settimana al ritorno da scuola (sì, ero una cocca bella😌😁)

☝🏻la domenica invece zitta e mangia il pomodoro🙈😂..

 

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💡Ma io gli rendo nuova gloria con la trita AmicaNatura e ci faccio le pennette golose al forno💃🎉
perché è super delizioso, verace, toscano e goodmoodfood 🍃

E’ un peccato non provare!

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⭐️Penne al forno al ragù bianco toscano⭐️

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Ingredienti per 4 persone

 

  • 320g penne rigate
  • 400g Trita Di Manzo
  • 1 rametto rosmarino
  • 8 foglie salvia
  • 1 carota
  • 1 costa sedano
  • 1 cipolla
  • 5 cucchiai Olio Evo
  • 1 bicchiere Vino Bianco secco
  • Sale e pepe
  • Brodo vegetale
  • 250g besciamella
  • 2 cucchiai Parmigiano

 

Procedimento

In un tegame fate scaldare nell’olio carota, cipolla, sedano e aglio a tocchetti. Aggiungete un trito di rosmarino e le foglie intere di salvia.
Fate insaporire.
Aggiungete la trita di manzo e fate insaporire. Aggiustate di sale e pepe.
Sfumate con il vino, fate evaporare poi abassate la fiamma al minimo, coprite la pentola con il coperchio e lasciate cuocere per circa 1 h mescolando di tanto in tanto e aggiungendo eventualmente poco brodo alla volta. Il sughetto è pronto quando è ben ristretto.
Usate questo sugo per condire delle penne rigate scolate molto al dente.
Amalgamate la besciamella e il parmigiano grattugiato alla pasta condita e infornate le penne in una pirofila oleata (o pirofiline individuali) per 15/18 min finché la superficie forma una crosticina croccante.

 

Meno male che ho fatto la versione monoporzione😋😍

Altrimenti teglia intera addio!😜
Buon martedi bloggerz!🤗💙

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Riso alla tartara

Riso alla tartara

Buon mercoledì cena!

 

.. mi è venuto in mente che la mi nonna quand’ero piccola mi faceva sempre sto riso che lei chiamava “riso alla tartara

(😅se poi i popoli tartari della steppa russa siberiana il riso lo facciano davvero così andiamo a chiederglielo… glielo chiedete voi???😱😂 io no ho pauuura!😳😁)…e non lo avevo mai più visto né mangiato né fatto, ma era buonissimo e lo è stasera😍, bello arancioncino😍😋 Ricetta sana facilissima smart e assolutamente del buonumore cromatico!😍

⭐️Riso alla tartara⭐️

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Ingredienti Per 2 persone

  • 1 cipolla rossa tritata finemente
  • 2 carote grandi (abbondate pure) tritate prima a julienne e poi ancora finemente
  • 80g di burro  ci vogliono, credetemi😜)
  • 150g di riso tipo volano @grandiriso o arborio (una qualità bella grossa, insomma)
  • 1lt brodo vegetale fatto in casa di carote sedano e cipolla, caldo già salato
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • pepe nero, noce moscata o prezzemolo tritato q.b.

Procedimento

Fate scaldare e tenete in caldo tutto il brodo. Fate di carote e cipolle un trito sottilissimo e mettetelo a imbiondire in un tegame con il burro tranne una noce per mantecare alla fine, appena la cipolla inizia a profumare versate il riso e fatelo tostare finché comincia a diventare trasparente. Quindi Procedete a cuocere il riso come un qualsiasi risotto, aggiungendo ramaioli di brodo caldo via via che il riso con le verdure lo assorbono e mescolando continuamente, per 15/16 minuti. Spengete la fiamma, aggiungete il restante tocchetto di burro e tutto il parmigiano, mantecate amalgamando, coprite il tegame, lasciate riposare pochi minuti. Se vi piace macinatevi poco pepe nero o noce moscata o un trito di prezzemolo🍃 …. Poi ditemi se non è buono e coloratissimo🍃💛😋😍

…ci sono delle serate in cui solo il pensiero della nonnina 💙può lanciarmi l’appiglio e l’imbracatura giusta per risalire da una voragine di tristezza, girare il riso, quindi piangere su una cipolla ridimensiona le lacrime senza motivo🙏🏻
buona notte amici!!!

Befanini di Tonfano e Pizzoccheri della ValBettina

Befanini di Tonfano e Pizzoccheri della ValBettina

…e chi è che non li conosce, oh😜😌

 

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I befanini sono i biscotti che si fanno dalle parti della Versilia in questo periodo e specialmente, come suggerisce il nome, in occasione del 6 gennaio. Così è come li faceva la mi nonna e che non ho più mangiato da quando la gioia più grande era che fossero fatti da lei, in questa giornata speciale di cui noi bambini ignoravamo il significato profondo e religioso sul calendario tranne che era invece un po’ la nostra festa , una magia a volte ancor più speciale che il natale, cioè che i grandi, e addirittura gli ancor più grandi coi capelli bianchi, donassero a noi qualcosa che ci sarebbe Veramente piaciuto e interessato: dolci e dolcetti e ancora dolcetti o giochini e poco più, e non certo utili fazzoletti golfini cappelli e sciarpe che puntualmente mi gonfiavano gli occhi di pianto e una sottile amarezza che allora non sapevo nemmeno spiegare. Sono sciocchezze, lo so, anche un po’ blasfeme a ripensarci con tutto ciò che di importante crescendo impari del mondo, formando -se proprio non siamo delle merde- ad esempio la coscienza di non aspettarsi più di quanto dovrebbe spettare a tutti, o altrimenti a nessuno, o altrimenti sarebbe giusto avere in parti uguali. Ma non voglio scadere in un discorso socialista che neanche mi appartiene, lasciatemi il ricordo e il diritto di voler esser stata semplicemente bambina con il suo pacco di dolci e minipony: la cosa migliore di sta Befana, per la Betta, era che a differenza del natale o i compleanni, I GRANDI non ricevevano alcun regalo. Tiè.😂 💃 (Ma come ero tremenda già??? 😂)

 

Vi lascio la ricetta dei Befanini di Tonfano della mi nonna.. Fateli che siano solo per voi.

Ingredienti (x una teglia grande di biscotti)

  • 500g di Farina
  • 150g di Burro
  • 300g di Zucchero semolato
  • Mezzo bicchiere di Latte intero
  • 4 Uova
  • Mezza bustina di lievito per dolci
  • 1 Arancia
  • 1 pizzico di Sale
  • Granella colorata tipo monpariglia o codette

Procedimento

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente una ventina di minuti prima di cominciare a preparare la ricetta.

Grattugiare la scorza di un’arancia biologica non trattata.

Mettere la farina a fontana su un piano di lavoro e impastarla bene con 3 uova sgusciate e versate all’interno della farina, lo zucchero semolato e il burro ormai semi-sciolto, il lievito per dolci in polvere, la scorza di arancia grattugiata, e infine 1 pizzico di sale.

Se ci fosse bisogno usare mezzo bicchiere di latte per ammorbidire l’impasto, come per fare una frolla morbida, senza lavorarla troppo a lungo.

Una volta formata una palla di impasto, avvolgere con una pellicola da cucina e conservare almeno mezzora in frigorifero.

Infarinare bene una spianatoia, stenderci la pasta tolta dal frigo con un mattarello sempre infarinato, fino a uno spessore di meno di 1/2 centimetro di altezza.

Ritagliare con formine varie per biscotti e metterli su una placca ricoperta di carta forno, rimpastando eventuali ritagli e formando altri biscottini.

Spennellare i befanini con l’ultimo uovo rimasto sbattuto e cospargerli con un po’ di monpariglia colorata.

Infornare poi a 180° per circa 10/12 minuti.

I befanini non devono scurire troppo in cottura.

Buoni sia così che inzuppati.

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Questo invece è il mio contributo salato al pranzo di oggi😋 i “famigerati” e celeberrimi pizzoccheri della ValBettina, dai retta 😂

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Vi capitano mai quei momenti un po’ così, in cui senti -in generale- di “dover soltanto” avere un po’ di pazienza nella tua vita, o anche nella tua giornata, ma in realtà di pazienza non ne hai neanche mezza briciola? Ecco, in questa terra di mezzo, trascinandomi come un quasimodo giù dal campanile (cioè il letto😂) e farneticando lamenti incomprensibili di dolori non ben localizzati e febbrazza che non mi voglio misurà per fare lo struzzo sìsìsì (cioè: se NON guardo il termometro magari la febbre NON esiste!!! E’ chiaro!!!😂 💃roba che freud con me avrebbe gettato le armi e gridato alla sconfitta della psicanalisi😜), ho cucinato e portato i miei contributi al pranzo di Epifania: i famigerati pizzoccheri della valBettina😜😂 e i biscotti Befanini di Tonfano come li faceva la mi nonna!!! Se volete la ricetta di questi semplicissimi biscottini versiliesi, che si fanno con ciò che abbiamo tutti in casa, conditi delle mie considerazioni grulle, vi aspetta Adesso sul blog al link diretto in alto in Bio⤴️ Fateli. Oggi. Domani. La notte. A ferragosto. Quando avete pazienza, e quando no💙. Buona epifania e buon appe!!! Che avete trovato di bello e bono😍 nella calza voi😋? Io tanti snackini e barrette raw bio di semi e nocivarie😍🙌🏻 Su su ditemi ditemi mentre mi rinfagotto a 😴 💙see ya next time!!- #IFeelBetta #pizzoccheri #formaggio #vegetarian #comfortfood #befanini #ricettetipiche #foodforthesoul #foodblogger #homemade #foodblog #italianfoodphotography #foodpics #granosaraceno #lunch #instafood #photooftheday #onmytable #buonappetito #epifania2018 #ricetta #familyrecipes

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Perdònati

Perdonati di essere così grande e sei ancora animista come un neonato, che te la devi cavare e fare fronte alla materia ai conti alle revisioni alle soluzioni che le inventi tutte per non farlo, perdonati di aver chiesto per 33 natali che la mamma ti abbracciasse fino a quando volevi tu sempre di più e in un altro modo che era prepotente e supplicare, fino a che hai smesso di elemosinare e hai iniziato a rapinare, e averlo scritto su una letterina negli anni in moine e calligrafie con il nome di sbrodolina/gameboy/casadibarbie/nikeAir/iphone/due Iphone/mac/due, tre, quattro, mac, come una traduzione diretta, e poi averli trattati male, telefoni per non rispondere al telefono, telefoni per gettare nel panico, telefoni gettati in Arno, telefoni smembrati e lacrime rettili. Perdonati di aver chiesto scusa solo tu per prima perché la rabbia era tutta tua, ma anche la ragione -imperdonabile- lo era e non hai dato tempo, ai limiti degli altri, di decantare nella ragionevolezza, la coagulazione necessaria al rispetto si perdeva nel mio bisogno, e poi ero una bambina, non toccava a me educare, superba del diavolo perdonati di indossare ogni giorno un pigiama lurido che non si vergogna di niente come un mantello dell’invisibilità ma portato alla napoleonica, grottesco che costringe a districarsi di ogni dubbio, ce l’ha scritto in faccia che è matta, e me ne guardo bene che c’è dentro, ossa, ciocche di capelli, regole stracciate, smorfie autografate dal cilicio? tanto se apro le braccia è il gesto a richiamare la paura. Perdonati di non voler pensare, di avere rotto tutto, di aver usato linguaggi incomprensibili, di aver curato l’ortografia solo per evidenziare parolacce di accusa sul muro, di aver rivendicato fiducia dopo che l’avevi appena infranta, di aver fatto promesse e dato speranze sapendo che era un mettere alla prova, vediamo se mi ami abbastanza da tollerare che io domani non ci sono, che domani declinerò l’invito, che domani non chiamerò, che domani non ci sarò, che domani  è solo un altro traliccio lungo il muro di prese staccate e che lascerò tutto estinguere nella cafoneria e confermerò che ciò che mi sostenta e accoglie e canta per me l’ossitocina non ha espressione se non quella che gli imprimo, io, non lo voglio dividere con nessuno, nessuno può vederlo perché io sì che lo so, come mi abbraccia un po’ di più, senza doverglielo chiedere. Perdonati di essere così attaccata e morbosa alla tua sicurezza, da aver chiuso la corrente dal pannello generale, aver lasciato la nonna il gatto la tua voce trapassare a penzoloni e bruciacchiati, che non avevano bisogno del tuo scusa, della tua fuga, della fotografia da morta nella letterina di natale, per nutrirsi della tua luce e perdona dio, che se mi avesse conosciuta non avrebbe detto con tanta leggerezza che i peccati possono essere rimessi. Non come dice lui.