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Eh sì lo so che non scrivo, sto diventando anch’io una di quelle persone a cui il natale fa tristezza, e sapete qual è la cosa che più fa tristezza, è che ti fa ancora più tristezza proprio quando arriva il momento in cui potrebbe cominciare anche a piacerti il natale, ma è troppo tardi. Insomma, era una barba, tutti quei parenti, l’albero di natale bianco finto, l’odore di brodo di carne dalle 8 di mattina, la frutta secca nascosta sempre troppo in alto anche per le mie scarpette rosse lucide col tacchetto, tutti quei canditi da estrapolare, tutte quelle ore interminabili sul divano a testa in giù perché era l’unico modo che avevi trovato per sentirti male e avere il permesso di uscire dalla sala da pranzo e sentirti ancora peggio davanti a un pessimo film, tutte quelle buste coi soldi per il gelato (a’nonna! siamo a dicembre!) per rimediare alla fatica di andarti in centro a comprare la sbrodolina. Questo ero piccola. E comunque il natale mi sembrava ancora una festa grande, una gran rottura da aspettare, se non altro. Crescendo tutto si è rimpicciolito intorno a me. Perfino le fette di pandoro, non vi sembra, si mangiano in due bocconi. Ora che mi piacerebbe sfornare biscotti, dolcetti, bavaresi, incartare e impacchettare cicciobelli per qualcuno che amo, non solo si è fatto il vuoto intorno a me: sono praticamente tutti morti, e ho passato tutti questi anni a brindare invece che a piangerli, ma non mi sono neanche comportata così tanto bene perché qualcuno venga a cantare alla mia porta. Ho perso la fede in babbo natale tanto tempo fa anche se potrei convertirmi a santa claus visto che sono così depressa che non ho la forza di spostarmi sul digitale e c’è un tormentone sui canali nazionali in questi giorni, però ho la strana sensazione che stiano apparendo lentamente e sospettosamente sotto il mio alberello stentoreo insieme alle mie valigie di nomade anche una serie di apparecchi semi elettronici e digitali per tenere saldi i ponti dei denti e cominciare a tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Felice Natale a tutti!

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7 commenti su “Raccontami il tuo natale
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  2. Tanti auguri anche a te Betty, se te la devo dire tutta anch’io non sono una fan del Natale, o almeno non di quello che l’abbiamo fatto diventare: una serie di obblighi (regali, riunioni tra parenti,etc.) e un’unico piacere, le pietanze che ti concedi solo in queste date!!! Scusa, mi sa che ormai la mia è deformazione “professionale” (per modo di dire, naturalmente!). 🙂

  3. …a me il natale decongestiona…
    e non c’è divano che tenga…
    meglio all’aria aperta, ovunque, ma non a casa o in città….
    auguri
    che, per inciso non fanno mai male…
    ciao
    .marta

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