Enantiodromica

Ma ci beccano sempre quando scappo a fare le giratine la mattina all’alba anche prima. Possibile che lascio un vuoto così grande, incolmabile, inconsolabile che si smuove la cia il kgb la Stasi per venirmi dietro a riaccalappiare. Ricordati di fare buon viso a stomaco vuoto. Due ore fa mi chiedevo con una mano sulla coscienza se, oltre tutti i rancori mai riaggiustati e collocati a un sereno punto di elaborazione e al senso di rabbia e ingiustizia e deprecazione istintuale provata, forse il fatto di essere stata rinchiusa in una clinica psichiatrica per tanti anni non fosse perché seriamente ne avevo bisogno, che ero e sono una veramente fuori di testa, per il senso comune e bestialmente umanista dell’accettabilità sociale. Però è anche vero che non si rinchiudono alla leggera quelli che si soffiano il naso con la mano parlando da soli con la nonna o ricercando negli occhi rivolti altrove il minimo segnale di accudimentomaternoONLUS o approvazionepaternaONLUS, o che mangiano solo se il loro piatto è di plastica rosa 2/5anni con un gatto che lo incoraggia, a meno che non siano anche intelligenti, allora ci si accanisce. Arrivo anche a pensare, anzi, concepisco a margine come eventualità di poter perdonare, pianopianopiano, quello che forse ho contribuito con l’insolenza a perpetuare ciclicamente nella mia vita di internata. Quello che resta reale, e irrisolto, se mai ci fosse davvero insita una lezione da imparare da tutto quello che ci accade, è che mettiamo il caso io fossi davvero la peggiore delle folli e che merito e ho meritato le indicibili e umiliazioni a cui non so per quale ristagnante motivo sto sopravvivendo (ripeto, non escludo di esserne concausa), come mi spiego il fatto che in tutta questa vita legata imbavagliata inpasticcata oscurata e sedata da sti professoroni luminari baronetti de stocazzo, poi alla fine neanche m’hanno curata così tanto bene che sono più matta di prima e comunque matta per matta sicuramente qui fuori, e lontana, della mia personale prigione detengo le chiavi, un’infinita scelta di volume di stoffa e gradienti di colori.

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Pare che io sia il boss dell'intellighenzia universale.

22 thoughts on “Enantiodromica

  1. Buongiorno !! Sai che credo io ?! Che la maggioranza dei dottoroni sia un cartonato pubblicitario. Non sanno quasi nulla e reagiscono d’istinto. Non ti capiscono ed allora sei folle. Che tu sia davvero tale (e ce ne sono), che tu sia più intelligente e complicata di loro o che tu sia semplicemente diversa, a loro non importa. Qualcosa che non va ce l’hai. Quando sono stato dal mio psichiatra a Brescia, che non vedo da… saranno 3 anni, mi ha affibbiato una terapia ben strana. Tutte le mattine mi mandava su whatsapp vignette, battute e cazzate varie . “Tu devi imparare a ridere !!” Mi diceva. “Comincia a sforzarti, che è una ginnastica Santa !!”. Aveva ragione. Io pensavo di essere fuori come un balcone ed invece ero solo triste. A volte i dottoroni sono fighi. A volte. Io ho imparato il gioco del silenzio. Tranne quando bloggo… ed ho anche imparato a ridere.

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    1. No ma hai pienamente ragione solo che io non l’ho cercato sull’elenco un dottorone da consultare, mi sono venuti a prelevare in casa, e ero molto molto piccola, e poi non ho visto più nulla che somogliasse al cielo. Vabbuò ora salgo su un tram

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      1. Beh, almeno il tram te lo scegli tu, ora. Che tu sia diversa (ovvio, nel bene o nel ma!e ) fai quello che vuoi. Libera. Io ora vorrei uccidermi di nuovo in palestra. Quando mi odio, poi do il meglio ed odio al meglio gli altri . Marte è bello. Rosso. La Terra è piena di stronzi.

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    1. Sperando di fare qualcosa di buono a casaccio dici? Guarda a casaccio una su mille si imbrocca, e mi azzardo a dire che me ne frego se non hanno beccato la cura a me, non ne ho visto uno passare di lì che ne è uscito migliore, per non dire ‘vivo’.. Quella gente la maggioranza è sadica, fa quel lavoro perché si sentono degli dei a togliere ‘un peso’ socialmente degradante alle famiglie. La mia di certo non si è fatta pregare

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        1. Tanto son tutti briachi nel loro studio a guardare omini&donne (quando va bene.) 😅😅😅. Però grazie. Davvero. I ricordi non se ne vanno, mai, ma si possono usare per altro, per altre vie anche se non sono quelle della perfezione mentale di cui si fanno portavoce loro.

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          1. Eccerto. Se no non ci sarebbe posto nei manicomi abbastanza per rinchiudere tuttiwuelli che lo guardano. Hanno dovuto rivoltare le carte in tavola e capovolgere i sintomi diagnostici per categorizzarcisi e darci dei ruoli. 😅👋😚

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  2. Ogni volta leggo i contenuti di ciò che scrivi e li metto tra parentesi…se m’arrivassero solo quelli credo non ti leggerei più.
    Peraltro prendere posizioni mi sembra impossibile se non inutile, si aprirebbero un’infinità di categorizzazioni e generalizzazioni.
    Ciò che invece nonostante iniziali resistenze continua a farmi avere gl’occhi magnetizzati dai tuoi testi riguarda la forma. Mi strega senz’altro il modo in cui scrivi ciò che scrivi: pregnante e che riesce a trasmettere il tuo sentire luttuoso proiettando incantevoli colori.

    Un saluto,
    Bianca

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    1. 👍l’unico motivo per cui ne scrivo è che non posso farne a meno, non sono mai stata (e mai sarò) una capace di di fare critica sociale di alcun tipo o generalizzazioni, questo immagino si sia capito, non essendo capace neanche di difendere me stessa, il puntare il dito contro questa particolare categoria deriva esclusivamente dall’esperienza sulla pelle, da quello che è il mio vivere e vissuto, da che non so che altro posto dare e che spazio dare dentro di me a un bel po’ di dolore passato e presente, che non serve a altro che a questo, l’aria che a tutti dovrebbe essere concessa (e ben lungi e oltre a me!!!!!) Ma che tante volte, psichiatri o non psichiatri ci sentiamo un bel po’ soffocare, in un mondo dove l’ossigeno è la molecola più presente. Anche se non mi dovessi leggere, io ti stringo ora, in libertà 💙

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  3. ritengo che ciò che scrivi non sia solo espressione di dolore ma trasformazione del dolore.
    questa è l’essenziale differenza che volevo sottolineare ed il motivo per cui ti leggo.

    “tante volte, psichiatri o non psichiatri ci sentiamo un bel po’ soffocare, in un mondo dove l’ossigeno è la molecola più presente”

    è proprio così.
    io ti avvolgo, invece, se permetti.
    A presto
    Bianca

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    1. Urca, onoratissima di ciò, stavo giusto cercando la coperta! Brrrrr (stavolta il brivido è di freddo, giuro). Grazie. Della puntualizzazione che ovviamente -mica so pazza😅- mi gratifica e fa piacere, e della avvolgenza, ne faccio nutrimento e stimolo e mi ritiro. 💙 alla prossima!

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  4. C’è un universalità nel tuo sentire/scrivere…io ti leggo e penso che il dolore non sempre dipende dalle cose che ti capitano intorno ma da quelle che ti capitano dentro. Che poi ci siano dei fili tra noi e tutto il resto anche questo é vero, e grazie per ricordamelo in modo così bello, senza pretendere di avere la spiegazione, ma semplicemente raccontandolo coraggiosamente in prima persona.

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  5. Sei una ragazza spudoratamente coraggiosa, ed il coraggio è roba assai rara, ci vuole coraggio per averne quanto te. Ci sono donne che non sopravvivono ad un’unghia rotta, e guarda tu cosa fai. Continua a vivere, e cerca di volerti bene, che è sempre cosa difficilissima perchè quasi mai ce lo insegnano, cerca di vivere affermando che le tue ragioni sono le più forti di chiunque ti voglia rinchiudere. Brava.

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