Chi c’è c’è chi non ce-ci sarà

Chi c’è c’è chi non ce-ci sarà

Buon lunedì bettabloggerz  prima di tutto vorrei mi diceste che ne pensate voi di questo sfogo en passant: (tranquilli son cinque bestemmie in fila nell’arco di 10 secondi NON vi intaserà il pc😂) 😜

poi, passando a cose MENO serie 😜

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Buonlune bellini💙(o buonlunedì è un ossimoro? Buono e lunedì son du parole che non stanno bene insieme, si respingono a vicenda come calamite spaiate una di ritto una di rovescio😂😝! Già mattina piena,fortuna che è ora di pranzo, chi c’è, c’è i #ceci c’è i ceci! Sì😋 c’è i ceci ma di #pasta affusolati alle #puntarelle che si abbracciano😍quanto ciono ceciosi cicciosi che piaciono anche ai micii!😍😂amo la pasta di #legumi e amo alternarla a tutti i vari tipi di pasta nessuna esclusa (perché privarsene quando ce ne sono di tipi, farine, colori e formati infiniti? la pasta è una gioia per l'anima) se vi piacciono i ceci in questa si si sentono tantissimo l'avete mai provata e con cosa la abbinate? oggi l'ho provata con le puntarelle saltate in olio e #aglio e una tempesta di pepe, piacevolissimo contrasto amarognolo sul cece,da provare🙌🏻 e poi la catalogna oltre a essere una squisitezza contiene sostanze depurative che fanno così tanto bene , e che, se portate in tavola in abbondanza quotidianamente, ci permettono veramente di mangiare quello che ci piace senza eccessive regole o privazioni. Ad esempio, per stasera, dovendo scrivere un'articolo su sanvalentino (si lo so lo so😌poi giuro che basta😂 co sto sanvalentino, e pensare che io so pure appiedata e orgogliosamente singhel😁🔝) ho in programma di fare un dolcino porcoso che più porcoso non si può (oink!😂🐷) dico solo una parola: cioc-co-la-to (l'ho sillabato bene??😁) …ecco. Secondo voi che sto due ore a farci la foto per il titoletto del pezzo e poi lo do al gatto??😌….al gatto NON glielo do SOOOLO perché il #cioccolato "gli fa male poerino"😜, in pratica me lo mangio io per la salvezza e tutela dei miei gattini😇, in pratica sono un'Eroina 😇,una Martire😇, una Santa😇!!!😂😍 lo vedrete sul blog intanto beccatevi la ricetta dei cenci di ieri (link in alto in BIO). 😱oh ma l'avete visto che BANFI mi ha COPIATA😂 con la parodia di #Baglioni???? banfi banfi, non si fa!😜😂 ma forse mi dovrei preoccupare che ho lo stesso senso dell'umorismo di banfi? Scherzo ciao Lino🙌🏻 e Buon appetito buon lunedì igers🤗 che abbia inizio questa settimana di fòco!🔥 #detox #plantbased #vegan #healthy #foodblog

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Fusilli di ceci alle puntarelle

Caratteristiche:
Ricetta 100% senza glutine, primo piatto / piatto completo / ricetta proteica/ piatto unico /depurativa /antiossidanti /verdure amare/no latte/ no uova/ no grano / vegan /vegetariana. Controindicazioni: diete temporanee di tipo lowfodmap per l’alto contenuto di fibre di ceci e catalogna (NB: ma date retta, vi fanno bene, sgrondatevi dalle  “mode” e dalla mentalità “dietetica” nel vostro approccio alla qualunque, ovvia,  ve lo dice una che -lo sapete- con queste fregnacce ci ha fatto quasi lo scalpo: non c’è testimonianza più sofferta per farvelo ficcare nella testa insomma💪, motivo per cui NON vi metterò mai le calorie o i conti dei piatti bensì tutto quello che possono Aggiungere al nostro benessere, poi ditemi pure che sbaglio ma converrete che ho ragione io😜😌 più cose salutari= meno divieti, ecco, io sono sempre per il segno +, nella vita)

Ingredienti x 2 persone:

200g di fusilli freschi 100% di ceci ( io ho trovato queste di lo scoiattolo pasta fresca, ottime)

200g Puntarelle di catalogna già pulite o mondate da voi

3 cucchiai Olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

1 pugno Sale grosso

pepe nero e peperoncino q.b

Procedimento:

Lavate e mondate i cuori di catalogna fino a ricavare le parti centrali tenere oppure acquistateli già mezzi puliti, privateli del torsolo corciaceo alla base e affettateli verticalmente a metà e poi in quarti per ottenere tanti ciuffetti di simili dimensioni.

Scaldate in una padella l’olio evo con uno spicchio di aglio (intero se preferite toglierlo dopo aver insaporito le puntarelle, o tritato finemente se invece -come me- gradite che rimangano i pezzettini nel piatto insieme alla verdura), fatelo imbiondire leggermente e rilasciare sapore senza bruciarlo, aggiungete i ciuffetti di catalogna e poco peperoncino in fiocchi e coprite cuocendo a fuoco medio per 3 minuti nell’acqua che spontaneamente rilasceranno, dopodiché senza coperchio saltate il tutto rigirando con un mestolo di legno la catalogna per 3/4 minuti finché le puntarelle sono morbide ma non del tutto appassite.

nel frattempo avrete portato a ebollizione abbondante acqua salata e cuocete i fusilli di ceci per 2/3 minuti facendo attenzione a non oltrepassare la cottura, cuociono veramente alla svelta, scolateli e conditeli con le puntarelle preparate e il loro olio di cottura, servite nei piatti con abbondante pepe nero.

Tutto qua, semplice, facile e di gusto pieno, così salutare che ci possiamo fare il dolcino😜 dopo senza problemi e andare al cine senza abbioccarci purché non guardiamo il film stroncato sopra. Sì ce l’ho con Muccino oggi sì😁😌.

Vi beneBettaBlogghedico💙🙏🏻buona settimana!

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Due ricette oggi, per la memoria, sempre.

Due ricette oggi, per la memoria, sempre.

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…In occasione della Giornata della memoria domani 27 gennaio 🙏🏻 ho appena infornato un pane speciale💙, che porterò alla cena con Letteratura a cui partecipo stasera, insieme ad altri assaggini “in Tema” Ebraico e/o ingredienti tipici che ho ritrovato spesse volte citati nei libri sull’argomento (sapete che mi piace fare ste cosine🤗) e che mi sono andata a ricercare sul sito della favolosa @labna (la conoscete?? massima fonte e punto di riferimento quando si tratta di cucina e tradizioni ebraiche, se non lo avete già fatto oggi è l’occasione giusta per scoprire il lato culinario di questa cultura!) Per testarli prima di farla diventare una CenaConDelitto🙈😁😂, mi ci faccio il pranzo🤗, e intanto dal forno si sprigiona un profumino… io che coi pani in genere sono piuttosto incapace, pigra, e sinceramente svogliata, un pane così ricco, facile e fruttato non lo avevo mai fatto. Dopo lo posto😍 se non combino guai, laricetta è quella collaudatissima di @labna, veniamo alle salsine e alle verdure🍃 che sono invece più “pane” per i miei denti😜: simil-Hummus Vegan di lenticchie, spalmabile cremosissimo al rosmarino, pepe e curcuma, e Crauti al cumino fatti in casa, ricchissimi di fermenti lattici vivi (no, tranquilli, si chiamano lattici ma non c’è il latte! li avete mai fatti? sono un toccasana per la flora intestinale, altro che tubetti di bulgariHos, streTTococcos, Yam’n’kul, actiBell e Passivia😂😂.) Ricetta del patèVeg ➡️arriva sul blog (link alto in BIO) e qui nei commenti⤵️ questa cremina è deliziosa sul pane azzimo, normale, e sui crostini! 😋 E voi, preparerete o farete qualcosa di speciale in questo weekend? Buona giornata e weekend friends🤗, perché non si dimentichi oggi e -soprattutto- né Ieri né Domanilaltro💙 grazie di aver letto le mi bischerate e vicende quotidiane #cucinaebraica #lenticchie #IFeelBetta #hummus #healthyfood #vegan #homemade #sauerkraut #fermentati #ciboecultura #crauti #antipasti #patèvegetale #pane #instadaily #instamood #tradizioni #mangiaresano #foodideas #giornatadellamemoria #instafood #realfood #solocosesane #healthyblogger #foodblogger #ricettaveloce #cuisine #food #spread

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Patè vegan spalmabile di lenticchie aromatico facilissimo

Ingredienti x una terrina grande di salsa

  • 400g di lenticchie secche brune
  • Curcuma
  • Pepe nero in grani
  • 2 rametti di rosmarino freschi
  • 3 cucchiai di Olio extravergine di Oliva
  • Sale q.b.
  • 1 confezione di Tofu Seta (Silk Tofu) o formaggio fresco vegetale o crema di tofu in vasetto

Procedimento

Sciacquate e Cuocete le lenticchie secche brune senza ammollarle prima con acqua non salata fino a coprirle, per circa 25/30 minuti, salare solo a cottura ultimata, scolarle bene e semplicemente metterne 3/4 della quantità in un frullatore con 1 cucchiaio di curcuma in polvere, una macinata abbondante di pepe nero in grani e tre cucchiai di olio evo in cui abbiamo fatto rosolare due rametti di rosmarino per profumarlo bene, aggiungere mezza confezione (circa 70g) di tofu spalmabile tipo Silk/Seta o anche di “formaggio” fresco vegan e azionate il mixer fino a ottenere una cremina densa e vellutata, unite a questa salsa anche le lenticchie tenute da parte intere per arricchire la consistenza, aggiustate eventualmente di sale. Si conserva per 2 giorni in frigo pronto da spalmare😋 su ogni bendiddio, anche le dita😅 😍….. (ehi aspetta sulle dita NON è Vegan!🙈😂)🌱🤣

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Eccolo qua pronto per il trasporto alla cena!!!!! non è bellissimo???😍😍😍Il vegan Apfelbrot 🍏🍞 FANTASTICO di @labna !!!!! Pieno zipillo di mele, spezie, frutta secca e essiccata. Il profumo non potete capire anzi sì lo so che lo capite, paninari/e che non siete altro😂😂😂😜!!!😍🙏🏻💙 sto pane dolce contiene il mondo!!!! Sono supersoddisfatta ricetta Vegan🌱infallibile se amate il pane che sa di noci, semidolce, integrale, denso e appagante da condividere, come solo il pane che è simbolo sacro e la base della vita può essere, declinato in tutto il mondo e in tutte le culture. Io oggi ho scelto di plasmarlo così. 🙏🏻 . vi trascrivo la ricetta originale di @labna , voi andatevi a vedere anche la sua raccolta di ricette (tutte sane, per giunta🙌🏻) e ditemi qual è il tipo di pane che preferite di più al mondo. Io quello sciocco toscano (ovviamente😍😅🙌🏻), seguito dalla baguette🥖 , seguito da quello alle noci. Poi vabbé non è che una michetta la lancio dalla finestra eh🤣🤣🤣😂😂😂😘Buona serata e buon weekend igerz! #applebread #veganbaking #foodblogger #bread #apfelbrot #norefinedsugar #healthysweets #plantbased #annafrank #bookstagram #organic #fruitbread #panfrutta #giornatadellamemoria

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Apfelbrot

Apfelbrot direttamente dal blog di @labna (link originale a: http://www.labna.it/apfelbrot.html)

Ingredienti

750 g di mele pelate, tagliate in piccoli cubetti
250 g di zucchero
250 g di uva secca
200 g di mandorle pelate intere
1 cucchiaio di cacao
1 cucchiaio di acquavite
1 pizzico di sale
500 g di farina (io ho usato la integrale)
1 sacchetto di lievito per dolci
canella

Procedimento

Preparare le mele e lo zucchero un giorno prima: mescolare e lasciare in una ciotola coperta durante la notte.
Mettere tutti gli ingredienti insieme alle mele. Mantecare e lavorare ottenendo una pasta abbastanza dura.
Mettere in una forma per dolci quadrata o rettangolare, poi cuocere a 175° per 75 minuti.
Durante il tempo di cottura spennellare due volte con un una mistura di acqua, zucchero e succo di limone.

 

Con questa ricetta partecipo al contest “LE  FARINE” del blog  Lastufaeconomica

lefarine_lastufaeconomica-1

Raramente due, sei

 

Avrebbe dovuto essere idealmente un (tentativo di) fiore di avocado, quelli stupendi che si vedono nelle foto ganze ammmerigane di #healthyfood, già, già, avrebbe dovuto. È diventato altro, ma mica perché ho cambiato idea e mi è venuta un’idea di impiattellamento più brillante e bella, proprio perché il fiore m’appassiva nelle mani, si struggeva e distruggeva e sembrava sgozzato al mattatoio del ventre di Parigi al tempo di Zoliana (*ndr) gloria , e alla fine pareva una seppia da quanto era nero. Bono è bono ancora, fiore di certo non era, è diventato altro, nascondendo malamente la vergogna nella siepe di insalata. Un po’ come la mia vita, doveva e poteva essere in qualche modo (in qualche modo che dicevo io dalla sala comandi, poi sostituito da qualche preciso modo che dicevano altri, disposizioni di altri, o meglio che mi ci stringevano, comprimevano, letteralmente tagliuzzandomi ad arte, intagliandomi una forma mentis che non aveva un posto a tavola, e nemmeno doveva fare il fiore, ma solo stare fuori posto, fuori dalla verità, fuori dalla foto, fuori di testa, fuori dai discorsi e fuori legge se non come l’imputata da citare in giudizio. La causale. E la scusa pronta, per non guardarsi.mai.DENTRO. Attraverso di me, in molti camici e grembi hanno vissuto il fuori, per colmare il vuoto che hanno dentro, e che chiamano importante, l’importante. E che chiamano vita vera, vita normale. Io leggo una vita di ruolo, un gioco senza dadi. La mia vita che doveva e poteva essere… …(un salamelecco ossequioso!) …. MA è diventata altro, e si nasconde nelle siepi, e gioca con la luce filtrata dalle ombre le sue e le altre e dadi lanciati a timbuctù,  sempre tante e diverse ricostruzioni, e la mia vita e io, che potevo anche nascere BELLA e così non è stato, sono e divento qualcosa di diverso, qualcosa di libero.

🦁

Dove vai di bello te?

Un post di disservizio veloce per dirvi, a voi smanettoni dell’internet che qualcosa ne sapete, che il mio percorso -il mio viaggio- verso il temutissimo ignotoX spauracchio di libertà, è dettagliatamente automonitorato, documentato, strumentato e poverame, condiviso, passo dopo passo, sul mio profilo Instabilgram (quella roba quadratina in aggiornamento a cui si arriva cliccando nelle foto commentate a destra). Perché la scrittura è sì verso l’ignoto, ma per avere uno scrivente (no una scrittrice all’antipaticissimo participio)…lo scrivere deve, al presente, scrivere, può non avere senso dell’orientamento o serenità nel cuore ma per eviscerarsi deve avere le viscere, deve avere una pelle da staccare e lacerarsi, un polmone che traspira da scuotere, un pensare che è tutto un ergo condizionato dal nutrirlo il pensiero ovunque questo teppista stronzetto si annidi e complotti, un infinito presente che poi sarà anche un morto e certamente lo sarà belli miei non importa nemmeno ingegnarsi tanto a imparare a scrivere o a fare alcun ché per assicurarsi una morte sicura. Certamente se mangi sei un essere che muore. Sillogismo tanto elementare che mi appare degno di un genio. Certamente se non mangi sei un essere che muore (presto e male e pure affamato), ora quanto rimane di probabilità remota che salta fuori il jolly che piglia e vive?, unisce le due paure più ataviche e angoscianti dell’universo la morte e la vita e io penso penso penso di essere capace di sopportarle affrontarle entrambe insieme?????  Una cosa per volta. 

Sorrido.

Sto male, sì. Fa male? Sì. E’un viaggio verso boh con tante fregature e tariffa altissima? Sì.

Ergo, buonappetito. 

Se non è follia questa. 

Questa sono io.

Questa vale la pena di conoscerla.

 

 

 

Enantiodromica

Ma ci beccano sempre quando scappo a fare le giratine la mattina all’alba anche prima. Possibile che lascio un vuoto così grande, incolmabile, inconsolabile che si smuove la cia il kgb la Stasi per venirmi dietro a riaccalappiare. Ricordati di fare buon viso a stomaco vuoto. Due ore fa mi chiedevo con una mano sulla coscienza se, oltre tutti i rancori mai riaggiustati e collocati a un sereno punto di elaborazione e al senso di rabbia e ingiustizia e deprecazione istintuale provata, forse il fatto di essere stata rinchiusa in una clinica psichiatrica per tanti anni non fosse perché seriamente ne avevo bisogno, che ero e sono una veramente fuori di testa, per il senso comune e bestialmente umanista dell’accettabilità sociale. Però è anche vero che non si rinchiudono alla leggera quelli che si soffiano il naso con la mano parlando da soli con la nonna o ricercando negli occhi rivolti altrove il minimo segnale di accudimentomaternoONLUS o approvazionepaternaONLUS, o che mangiano solo se il loro piatto è di plastica rosa 2/5anni con un gatto che lo incoraggia, a meno che non siano anche intelligenti, allora ci si accanisce. Arrivo anche a pensare, anzi, concepisco a margine come eventualità di poter perdonare, pianopianopiano, quello che forse ho contribuito con l’insolenza a perpetuare ciclicamente nella mia vita di internata. Quello che resta reale, e irrisolto, se mai ci fosse davvero insita una lezione da imparare da tutto quello che ci accade, è che mettiamo il caso io fossi davvero la peggiore delle folli e che merito e ho meritato le indicibili e umiliazioni a cui non so per quale ristagnante motivo sto sopravvivendo (ripeto, non escludo di esserne concausa), come mi spiego il fatto che in tutta questa vita legata imbavagliata inpasticcata oscurata e sedata da sti professoroni luminari baronetti de stocazzo, poi alla fine neanche m’hanno curata così tanto bene che sono più matta di prima e comunque matta per matta sicuramente qui fuori, e lontana, della mia personale prigione detengo le chiavi, un’infinita scelta di volume di stoffa e gradienti di colori.

Favola d’insetto

Quando mi feci il mio -unico- tatuaggio della libellula due giorni prima di compiere la maggiore età, era la mia idea di trasgressione, di ribellione a quella camera iperbarica di ottundimento in cui risuonava Wagner l’unica pietanza calda a fumare in casa nostra era il tabacco del suo sigaro. mi facevo bastare il fatto che se mio padre sorrideva una volta l’anno, era quando poteva prendersi beffa del mio ennesimo fare buco nell’acqua, ero la conferma triste che dava senso alla sua tristezza e questo aderiva e faceva quadrare tutta la sua impalcatura epistemologica, ed era anche il mio più grande obiettivo, di quel mezzo sorriso gliene offrivo varie e valide occasioni, mi impegnavo e dedicavo seriamente. Mi compiacevo di non piacergli, se era questo il prezzo d’uno sguardo, di essere ciò che lui pensava di me a prescindere, l’anello così debole che per grazia del cielo avrebbe potuto essere anche proprio l’ultimo anello della sfortunata stirpe. Una debolezza irriproducibile, così è stato e non mi costa dargli ragione. Però prima dei 18 mi feci sto tatuaggio. Forse volevo una sfuriata, forse volevo che a volare fosse qualche piatto invece che il Wagner così anestetico che raggiungeva vette inudibili di silenzio tranne che col cuore, ma anch’esso zittito e in ossequio. Lo feci sul polso, era un punto strategico, un po’ nascosto, ma abbastanza visibile da poter suscitare una qualsiasi reazione, un moto di qualcosa. 15 anni fa ho fatto il tatuaggio per far incazzare i miei genitori. 

I miei genitori non sanno che io ho un tatuaggio.