Tratto da una storia finta

C’era sto gran fijodenamignotta d’ulisse attaccato al tronco maestro della barca che se la tirava fino alle lacrime tra un’isola de famosi e un’altra iattura tipo una matta che ti preferisce piùporcodicosì sirene vogliose affamate che se lo piglian volentieri unto rincitrullito diventato claustrofobico e sudicio e dicedice, ventanni a diredire -e per forza i marinai poi gli cascavan giù come birilli- che lui aspettava il vento a favore per ritirar i remi in barca e salpar alla volta dei mari avversi lui aspettava il vento capito per far ritorno in terra natale, a Itaca, bisogna qualcuno glielo dica a Kavafis e l’anima sua per me non era sto nido di rose la situazione a casa, poco poco io Penelope se l’avvertivano cioè se qualcuno gli avesse concesso parola oltre a un telaio come minimo diceva dammi na lametta che ti taglio le vele.

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Pare che io sia il boss dell'intellighenzia universale.

26 Comments on “Tratto da una storia finta”

  1. Davvero molto divertente!
    Ti seguo da pochi minuti e continuerò a farlo con curiosità.
    (certo di sorridere spesso)
    Complimenti e a presto.
    Paolo

      • Non ne ho, né mi piace averne (anche se poi ogni tanto succede). Ho la sensazione, tuttavia, di poter trovare soddisfazione proprio nelle tue molteplici e divertenti forme di disillusione :-).
        Buona giornata

  2. xD
    Io son anche convinta che Penelope comunque sto stinco di santa non fosse, ma vabbè…
    Ulisse è il mio eroe da quando avevo tre anni, probabilmente anche io (se lo incontrassi) sarei una via di mezzo tra Calipso e le sirene.

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