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Se è un giorno buono per morire, oggi spero sia un cattivo giorno

Babbo a me con mezza valigia in mano per fare fagotto e sopravvivere: Senti bella questa frase che ho trovato di Ugo di San Vittore: “Impara tutto. Vedrai che in seguito nulla sará superfluo.”
Mamma dall’altra stanza: Soprattutto per fare le parole incrociate.
Appoggio la valigia. Li detesto. Ma come faccio a non infilare nella bocca del cane un post it giallo con scritto Peace e ammaestrarlo con dolci comandi di dirigerai verso di loro e recapitare il messaggio?
Questi giorni che sono molto fusion, tutta invasata col caffè verde, Shark con il torsolo della carota nei denti, la corsa, il Buddha di rame che cambia posizione mentre strizzo l’occhio, gli infusi del Peloponneso, le cosce di Miley Cyrus, accendere la sigaretta come Bogart, l’acqua che elimina l’acqua, la danza del sonno, il calendario dell’Ipad, le arti belliche e le preghiere di pace. Tutte contraddizioni, continue ispirazioni, trame e sentieri di guerra da prendere con le pinze e con la famosa forza distruttrice che infine trasforma in un bambino anche DarthFather. Questi giorni che mi apriranno di nuovo la pancia. Questi giorni che Una, due stelle cadenti, si annullano forse a vicenda. Se esprimi Un desiderio puoi immediatamente desiderare di non averlo formulato, desiderato, sperare un happy hand oppure sperare di continuare a sperare. E quale dei due si avvera. Questi giorni che Appuntamento al buio. Il maratoneta. La sottile linea rossa. Un giorno questo dolore ti sarà utile. Tutti film al limite del Cult che ho visto sorprendentemente per intero senza sentirmeli stretti, un film, che costrizione in due ore di miliardi di idee o una vita pensata a pensare. Pochi fatti e azioni mirate a determinare una vita. Poi la noia ce la continuiamo a raccontare dentro, per anni. Questi giorni che Come era giovane Sean Penn. Sono così vecchia che -quando non penso che con l’arrivare delle rughe avrebbero anche potuto sparirmi le bolle di gioventù o mettere giudizio dove i denti cadono- posso cominciare a commentare non la recitazione, non le storie, nemmeno le espressioni più marcate, o le frasi che paiono porre la sentenza su come ti sei svegliata, o le cose che cambiano, ma l’acconciatura degli attori, non mi sembrano più così strani i miei genitori che hanno visto un giovane 007. Questi che mi tengo non così drammaticamente alla larga dal web, perché tanto è blackout out in Santorini per giorni e la crisi è facile da risolvere si sta due giorni al buio e si ricaricano i circuiti, vanno a male le carni nelle celle frigorifere, e il mio intestino si ripristina dopo il lavaggio bellico del dottor Purgone. Questi giorni che sono bella e come fai a non diventare vanitosa se è lo specchio che si offre volontario, tutto è il coro di ballerini dietro e anche il lo psichiatra della porta accanto ti guarda come se anche immobile e composta tra papi e mami si fosse soli nelle nuvolette del dopo lavoro, il terzo drink e qualche scodinzolata. Questi giorni che sia alba mai piu senza e che sia Chiara e chiarificante, l’attivita fisica è una disciplina giapponese che si cerca di rammendare le grosse lacune e pecche di pigrizia molesta, e la riscrittura un pallino, se si può rubare e prendere padronanza dell’idiozia e spreco del passato, il mio sarà un grosso lavoro di sciacallaggio. Se non avete visto il Nulla, non avete visto Niente.

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