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Aveva inserito nel mac il secondo cd del disco bianco dei Beatles, stava ascoltando Birthday, quando decise in modo perentorio e quindi fallimentare che avrebbe del tutto smesso di combinare pasticci nella sua vita e fatto ordine e chiarezza, era alla soglia dei trentanni, aveva re-incontrato il suo ex e si era scoperta nuovamente vulnerabile come una donna, ora che anche il suo corpo era tornato normale, ma la sua vita era troppo densa, troppo calcata sul foglio, assomigliava a un quadro espressionista, con forti zone d’abisso nero e tocchi lancinanti di luce fluorescente a interrogare il protagonista, da un quadro astratto e maculato di guai, avrebbe dovuto diventare una magnifica composizione a scacchiera, precisa e calcolata, sarebbe diventata anche lei come tutti o quasi tutti si arrendono a essere. Quando decise era sobria, troppo sobria, e troppo seria, molto spaventata da se stessa per tutto il male che era in grado di farsi, era da poco tornata a casa dopo essere stata dalla psicologa e poi a mangiare il seitan coi funghi dal vegetariano, che gli stava fermentando nello stomaco mentre sentiva scricchiolare la sua pancia con un rumore simile ai tasti del mac sotto le sue dita, aveva passato la mattinata a girellare in centro con la mamma piangendole addosso tutte le sue lamentele, ma non sul babbo questa volta, si lamentava di quanto si sentiva stupida e inutile e di quanta poca fede avesse in qualunque cosa, non per forza in un Dio, ma nemmeno nelle forze della natura o nel destino, e tantomeno in se stessa, e ora aveva perso la fede anche nei suoi affetti, erano caduti dall’olimpo uno a uno come birilli anche i suoi genitori, sua sorella, il suo ex, l’ex muratore, o era un imbianchino, però le aveva scritto che stava anche restaurando un tavolo, e che dipingeva quadri, ecco, lei che non capiva nulla di arte voleva diventare a tutti i costi un suo quadro, e voleva essere da quadro criticata, come se la sua personalità potesse essere finalmente incisa da qualche parte a pennellate perché con le parole era veramente indescrivibile, non ci arrivava nemmeno con la scrittura, e poi, si chiese, da chi davvero voleva farsi conoscere, non poteva più discretamente vivere e morire in disparte, senza per forza dover essere il protagonista illuminato in un istantaneo straziato grido del quadro espressionista, ma uno dei suoi tanti indispensabili raggi di luce.

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9 commenti su “Il seitan alla boscaiola
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  1. Io ho tentato di diventare vegetariano
    Giuro
    Almeno una decina di volte.
    L’ultima è quella che ha avuto più successo di tutte.
    Sono durato una settimana,
    Il seitan poi mi ha rotto i coglioni. Sono crollato però solo quando ho sentito il profumo di un panino alla porchetta che sembrava fatto da Dio.

  2. Restituisco con piacere la tua visita e scopro dei post scritti incredibilmente bene…….
    Sei veramente brava, complimenti!
    Penso proprio che ci vedremo spesso!!
    Cioa:))

  3. io (se posso) credo che quel qualcuno di cui si parla qua sopra…sia tu!
    Solo tu, mia cara…che, tra l’altro, a parer mio, sei proprio una bomba!(per usare una metafora…e non alimentare..)
    Bacetto…

  4. Ragazza mia, tu devi ritrovare fede e fiducia in qualcuno… ma, in qualcuno che mai potrà deluderti… in qualcuno che con amore prenderà carico di tutte le tue difficoltà e pensieri…
    qualcuno che con amore ti farà dimenticare ogni cosa…
    ti abbraccio bella

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