Tutta la materia si può aggrappare

Prendetemi con la paura. Prendetemi che parlo un po’ e sto trecento anni in silenzio, continuando il discorso fino alla frase perfetta, non dirò mai perché era quella che ha avuto voce, se doveva trovare la sua acustica,  così com’era, che l’ho detta e l’ho detta e l’ho detta io, non si può ma si può. Prendetemi che mi raggomitolo sbadiglio e  rannicchio, la pelle rappresa nella pancia con le ditate. Prendetemi con le belate e i ladrocini vili e i sotterfugi, e i mille piani per non scalare un gradino nel raziocinio sociale, sono brutti come tutti brutti sono i ricatti e le storture ai bambini. Prendetemi che io di tendenza empatica non giudico nessuno, e non perché non avrei le dita che mi pizzicano di giudizi, e che sono di quella specie là che ce l’ha in bestia ammorte solo con i genitori, e con loro ci da giù pesante, no che ci va a ballare. Prendetemi che viene mia sorella con le mie nipotine e la madre impedita e cieca e agonizzante e incapace di strapparsi da sola una vaschetta di prosciutto infilarsi una ciabatta di rivolgermi il buongiorno una mezza parola se non l’urlo montato a lapillo di neve improvvisamente cammina scende sale imbrocca il buco della chiave il buco dei calzini ai giardini e gioca, con le nipoti, col sole che si imbatte e scherma nelle bende e tra gli occhiali neri, che rende ossuta e storpia la mia stampella rincarata che doveva sorreggere anche i rancori i nodi legati al dito inciprigniti e i cazzicomodi, e non può neanche guardarmi negli occhi a dire: sono venute, te le ho portate via, perché tu non le vedessi, perché loro non vedano te. Prendetevela, questa madre. E a me non vi fermate proprio, ché l’anima di Elisabetta me la tengo stretta io. Con le ditate.

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0
Annunci

Provvisoria inviso

Ho deciso che pubblicherò anche qui in sincro il mio percorso di sopravvivenza, anzi, di apprendimento e conoscenza di una me già viva, ma troppo tempo imbavagliata, e i pensieri e il sudore e le parole che accompagnano il corpo quell’odiato corpo mentre si riprende, e si guarda guardingo, sospettosa, timorosa, spesso angosciata all’idea di trovare una casa non solo in cui ritornare, non solo da cui uscire, non solo una.dogana di passaggio e tantomeno a cara tariffa, ma una casa in cui abitare. Se riesco a trovare il plugin giusto, i passo passo documentati delle emozioni che li corredano, comprese intere lunghissime didascalie di silenzi e il non avere voce, né parole, né alcun potere saranno anche qui, su Ossitossina il blog. Per adesso potete visualizzarle cliccando sulle istantanee-anteprima qui a destra nella barra laterale ➡️↗️, nella sezione e galleria Instabilgram.

Perché gia non avevo abbastanza confusione nella mente da districare.

No.

Altrimenti non sarei ossitossica. Ma sarò ossi, sempre tutta ossi, con l’Elisabetta intorno.

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0

Dove vai di bello te?

Un post di disservizio veloce per dirvi, a voi smanettoni dell’internet che qualcosa ne sapete, che il mio percorso -il mio viaggio- verso il temutissimo ignotoX spauracchio di libertà, è dettagliatamente automonitorato, documentato, strumentato e poverame, condiviso, passo dopo passo, sul mio profilo Instabilgram (quella roba quadratina in aggiornamento a cui si arriva cliccando nelle foto commentate a destra). Perché la scrittura è sì verso l’ignoto, ma per avere uno scrivente (no una scrittrice all’antipaticissimo participio)…lo scrivere deve, al presente, scrivere, può non avere senso dell’orientamento o serenità nel cuore ma per eviscerarsi deve avere le viscere, deve avere una pelle da staccare e lacerarsi, un polmone che traspira da scuotere, un pensare che è tutto un ergo condizionato dal nutrirlo il pensiero ovunque questo teppista stronzetto si annidi e complotti, un infinito presente che poi sarà anche un morto e certamente lo sarà belli miei non importa nemmeno ingegnarsi tanto a imparare a scrivere o a fare alcun ché per assicurarsi una morte sicura. Certamente se mangi sei un essere che muore. Sillogismo tanto elementare che mi appare degno di un genio. Certamente se non mangi sei un essere che muore (presto e male e pure affamato), ora quanto rimane di probabilità remota che salta fuori il jolly che piglia e vive?, unisce le due paure più ataviche e angoscianti dell’universo la morte e la vita e io penso penso penso di essere capace di sopportarle affrontarle entrambe insieme?????  Una cosa per volta. 

Sorrido.

Sto male, sì. Fa male? Sì. E’un viaggio verso boh con tante fregature e tariffa altissima? Sì.

Ergo, buonappetito. 

Se non è follia questa. 

Questa sono io.

Questa vale la pena di conoscerla.

 

 

 

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0

Puro 20 carati

Sentirsi inconcludenti e inutili oggi? Ci siamo. Non posso neanche dire che oggi non ho fatto nulla, classificandomi nel primato degli ultimi a correre verso un qualche daffare, visto che sono arrivata in anticipo, e in realtà ho già scritto bevuto il caffè e la camomilla e per me la giornata è finita, buonanotte. Il babbo mi chiama e io sono irritata perché sapendo che non sto facendo nulla mi frizza da morire che sia lui a farmelo presente con allusioni tacite e intercalari del respiro come se lo intuisse, potrei essere in australia e dirgli che sto montando un muro di cemento e dalla voce sente che sto guardando il soffitto e sentendo le fitte di vuoto che arrivano e quando comincia l’infiltrazione, agisco solo a rimediare perché quello ormai è collaudato come metodo di trattenersi, di tenersi, quando sono già zuppa, è quando permea poco che demolisce, è appena sotto la pelle che non riesco a toccare: nel sottosuolo è violento, ma più immediato ravanare, anche alla cieca, togli qualcosa, addormenta qualcosa, seppellisci qualcosa, estirpa tutto e ok, ricominci da un nucleo bambino ogni volta, hai bisogno di tutto, ma frigni per un niente, per ogni vita un po’ diversa ti educhi a scoprire nuove gioie -da controllare-, ma anche nuovi vuoti -a cui spalancarti-, trovando in questo l’unico equilibrio che per un po’ regge, regge me in piedi. E’ a riparare le crepe in superficie con l’oro appena si spaccano che non son buona, col Kintsugi dei maestri giapponesi, le prime falle nel cemento che separa il mio muro dallo sguardo dietro le finestre di quelle di mio padre, anche lui apre sfonda la porta non chiede permesso, quel che trova porta via, anche l’aria, anche il libro di istruzioni per restaurare le crepe con l’oro rispondere a infiltrazione concava con infiltrazione lavorata e forte, che era chiuso mentre guardavo il soffitto e aspettavo in silenzio, finito di scrivere, di cominciare a leggere come il mattino ha, per tutti, l’oro in bocca, e per me la conclusione del giorno.

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0

Cosa è oggi

Oggi è un gigantesco NO cubitale maiuscolo un NO strillone a tutto, per tutto, scatta immediato ben prima della domanda e dell’intenzione. Oggi non credo a nulla. Né chi sono, né quello che faccio che scrivo che penso che blocco. E un NO che zittisce, un NO che respinge, un NO che allontana le bolle di pace e bonaccia che soffio nelle stanze. Oggi c’è una risposta NO per tutto per tutti e in ogni direzione a spettro e se ci fosse il gatto sarebbe oggi No pincopallina anche per lei. Oggi è NO alla nonna, No non mi toccare, No non io, no io voi, no non è, no con me non ci parlare, di me proprio non parlare, no non c’entro e se c’ero me ne vado. NO oggi è l’unica risposta e risorsa possibile, l’unica netta affilata e affiliata lama che con scafata destrezza riesco ancora a maneggiare, tagliandoci la corda, tagliandomi fuori, tagliando la testa al toro, tagliandomi la lingua, togliendo ogni dubbio. Questo oggi è un No che è la cosa piu vicina alla vita.

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0

Gattopardiana

Non è che se fa male un maleboia, sei bravo per forza, come equazione matematica, certo che non esser bravi fa male e brucia, parecchio. E non è che se fai ridere sei un comico e metti allegria alla gente e ti devi rallegrare per questo, perchè semplicemente potresti essere e di sicuro sei un fenomeno da baraccone. Viceversa, se ti autocompiangi in continuazione probabilmente è perché nella tua situazione c’è da piangere davvero. Ho bisogno di tanti tantissimi camionate di biscotti per non mangiarne nemmeno uno.

Like
0
Love
0
Ah Ah
0
Wow
0
Sad
0
Grrr
0