Gente dei blog di cucina: mi farete tutte morire di fragolomania! Brutte adorabili canaglie se sapesse che mia mamma si accorge anche dall’altra stanza che mi sto facendo le abbuffate con gli occhi e mi urla dietro perché sono una mitomane voyerista delle cupcake! Se fossi ancora in clinica mi darebbero un foglio precompilato su cui lavorare. Sensazione predominate: essere deluse dalla mia merenda a base del creckerqualunque. Tipo di frattura interiore: incolmabile. Cose da fare: elaborare il lutto. Poi spiego perché ma prima vi faccio le predizioni del tempo che nessun metereologo dalle stazioni aerospaziali vi potrà mai anticipare: pioverà, pioverà, pioverà. Sono brava, vero. Cioè, sta per piovere, l’aria è densa e fumosa come dentro a un camino in cui si è appena buttato un secchio d’acqua per spengere la brace. Meno male che ascolto concerti per pianoforte e orchestra a susseguirsi per camuffare i rumori dei tosaerba sotto casa. La musica di sabato mattina mi fa allargare il cuore. Sono una fanatica romantica dalla scorza spinosa e dal musetto da schiaffi impertinente. Stamattina ho fatto l’imitazione di Pierpiero alla mamma cercando di sfoderare la vocina nasale che R. ricrea così bene, non sono abituata a non far ridere la gente, e la cosa mi secca. Prima ho detto al babbo ti va di andare al vegetariano a pranzo e lui non è che ha tergiversato, o titubato, ha risposto un brutale NO, così mi toccherà mangiare fagioli al fiasco al ristorante dove grigliano costolette. In realtà ci sono rimasta male, ho detto va bene per non stare a discutere ma la verità è che ci sono rimasta male, e dalla rabbia ho anche scambiato un succhino di pera per uno d’arancia alla macchinetta. Orrore! Io non posso fare questi errori, vuol dire che non ci sono con la testa, qualcosa mi turba nel profondo, insomma, quale donna assennata tirerebbe mai giù un succhino di pera da una macchinetta se non è perdutamente innamorata, o rimasta alla fase orale dell’infanzia, o magari a ha già la cataratta. Forse è perché io,così spavalda e imprudente, in realtà ho avuto veramente paura di restarci secca (moriraigrassa) perché per poco non mi metteva sotto un tir mentre camminavo verso l’azienda sanitaria in cui entro a svuotare le macchinette riservate a quelli che si cavano il sangue. Ma a quell’autista il cervello gliel’hanno messo solo per non fargli incontrare le orecchie.
Dimmi tutto!