Mia mamma con i suoi amici non si sognerebbe mai di essere così stanca, così nervosa! Mi faccio così volentieri tutta la città in lungo e in largo per venire qui a chiacchierare intorno a questo tavolo addobbato con la tovaglia felice e fruttata e vorrei mangiare in pace il cibo che so preparatomi con tanta cura, con tanto rispetto per la mia scelta, che mi va, che mi ingolosisce, che mi sazia, mi ingentilisce, appaga e soddisfa e poi parlare d’altro, accidenti, parlare d’amore! Quando si arrabbia diventa ingiusta nei miei confronti, dimentica di quanta fatica per imparare a dare, a stare, dammi tutto ciò che hai, strappati il cuore e lasciamelo rigirare tra le mani, se ne esce fuori con commenti fuori luogo carichi di risentimento, mi scarica addosso come frecciate tutto il suo timore/terrore che io forse non mangi, che io forse vai a sapere cosa pensa, che voglia dimagrire di nuovo, che io vomiti o chissà quale altro film dell’orrore e fantasia che non hanno riscontro nella mia realtà, perché non se lo tiene privato e mi da un po’ di fiducia? Mi viene da chiedermi se non le dia ancora sicurezza pensarmi un po’ malata, così può trovare un’altra vita, una via d’uscita nella sua realizzazione sociale, e soffro di essere qualcosa da cui scappare. Comunque, sono qui, nella casa della luce, non mi perdo d’animo, smorzo la mia faccia da schiaffi, arrivano odori di spinacini novelli e crumble alle mele speziate, e sfido chiunque a negare che il cibo sia davvero il fulcro delle giornate, dei pensieri, dei desideri, e di tante preoccupazioni. Ps: sono tornata di ottimo umore, ho fatto pace con la mamma, il cielo è a sprazzi sereno, il mal di stomaco passa, il pranzetto era ottimo, gli spinacini freschi e il crumble caldo profumato, si scioglieva in bocca, non posso più fare a meno di concludere i pasti con un boccone lieto, vado dal dottore a portargli buone notizie, il castagnaccio è nel forno, il babbo mi spiega le basi della filosofia, la mamma i fondamenti dell’umanesimo, domattina è già tempo di tornare in piscina, e non è certo l’ultima cosa che farò.
Dimmi tutto!