Lezioni di cortesia per corrispondenza

Email 1 by***: Sarai anche simpatica a tutto il web ma a me mefai proprio schifo

Risposta di elisabettapend: Ciao! Ho piacere che tu mi abbia ragguagliato e fornito tale informazione in proposito perché io pensavo invece di fare schifo a tutto il web e di star simpatica proprio attè, farò i conti con l’amara realtà.

Silenzioditomba. E 1 sistemata/o.

Email 2 by***: Io non ti seguo e metto mai un like te lo sogni!

Risposta di elisabettapend: Ok. Grazie di avermelo comunicato.

Silenzioditomba. E 2 sistemate/i.

😂😂

😂Il mondo è un posto meravigliooooooso😍!!!!😂 Avanti il prossimo😌, che dopo c’è le foto di’mangiare🙌🏻

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compro fotografo abbiente che viva di proventi (suoi)

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oh so my #lunch💙 INSALATA estiva di orzo, ceci, pesche, avocado, salmone e fagiolini al forno profumata al rosmarino! dalla me medesima che sono tautologicamente io😂💃🙌🏻 buon appe!😋 ma qualcunoooooo🙏🏻 voi che siete bravi e persone serie🔝😍 mi insegna a fare foto DECENTIIIII😂🙏🏻 ché voglio metter la ricetta bona e cominciare a metterne su due o tre che mi vengan bene viaaaaaaa😂…ma SOPRATTUTTO….di sicuro a un’ipotetica lezione di fotodecentografia so come introdurrebbero anche senza mai averci messo piede in vita mia: “ regola n.1, le BASI: NON INDOSSATE MAI una maglia o qualsiasi razza di indumento o gatto addosso di colore ROSA😱" 100%…la PAURA! ho dovuto denudarmi 😂😝spogliarmi mezza davanti alla finestra per togliere l’alone ACE dal mio #salmone!😂mi muoio dal ridere per come sono un disastro ambulante, anzi, un disatro ambulanza quattro salti in barella davvero lo chiamerò ora il mio stressatissimo blogg😂 via andiamo a lavorare. INSALATA estiva di orzo, ceci,pesche, avocado e salmone al rosmarino! stendendo un velo pietoso sulle scene fuori scena della scenografia in cui è ambientata la favola dell’horror, era STRABUONISSIMISSIMA, gradite la semplice ricetta con i passaggi? baci baci amicicicici igers see ya next time have a nice afternoooooon we are finally under the rain (but when the sun comes out from time to time…it’s boiling soil!!!😱 oh my acquarious!!!!! bl bl bl 💙) 😘 i wish i had the time to see and have a look to your every delicious lunches, my friends, you are my daily inspiration and teachers and make me happy to be a person who is embracing Food Joy!🙏🏻🤗🦁#instafood #lowcost #feedyoursoul #foodlove #foodpassion #huffposttaste #nourish #foodies #food4thought #realfood #intuitiveeating #instagood #happyisthenewhealthy #foodporn #foodphotography #foodblog #foodblogger #thefeedfeed #onthetable #secucinatevoi #ifoodit #cucinatedavoi #lifestyle #tentarnoncuoce #healthyfood #cucinandoarte #italianfood #topitalianfood

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Fammi il favore

Alla signora e accidenti a me gni ho detto non ci voglio pensare a mangiare oggi c’ho da fare e per i prossimi trecento anni finché non sputo questo bocconcione immasticabile e poi insomma pensaci te, ricordamelo se me lo devi ricordare, ricordami ogni tanto di vivere non lo so puntami una sveglia registrami una vocina alla radio che insieme alla sigla del tg mi scampanella anche l’orario di sbaraccare tutto libri quaderni frasi mozzate e sbavate sulle mani dita appiccicate tra il tasto delete e il cappio del mouse ecco tutto qua non mi sembrava una delega improponibile un compito inaccettabile alla fine chi se ne frega gni ho messo il menu a stendere sopra lo scolapiatti e non volevo stare tanto a accordarmi perché insomma, chissenefrega, ho da fare, fai un po’ te, se ti va, e ero sicura che non gli andasse quindi perfetto, un affarone. Passa nemmeno cinque minuti Elisabetta ma come li vuoi gli spinaci, sette minuti e Elisabetta ma l’acqua salata o te li condisci te? Dieci minuti e qui c’è scritto pinzimonio ma cosa ti ci devo mettere lo posso mangiare due chicchi d’uva tanto a te ti va a male Elisabetta non c’è la bilancia faccio a occhio? Noncivogliopensarenoncivogliopensarenoncivogliopensare, mi lasci stare, fai un po’ te come cavolo vuoi e contattami solo se tornando al diavolo ti pare che son passati giorni e sto facendo la muffa o quando esce il nuovo numero di un trimestrale o quando annaffi il cactus. Bofonchia dice dare i porci alle perle e che se lo sapeva mi scaldava una robaqualsiasi. Eccoquellafammi, tanto qualsiasiroba fa la ritrova oh Io avevo da fare ma te evidentemente non c’avevi da fare un cazzo!

Accomodati pure

La gente che mi viene in stanza e mi apre le finestre e dice pure ti fa male stare sempre al buio ti verrà la depressione. Mi fa male che mi vieni in stanza mi apri le finestre e mi tocca pure alzarmi per richiuderle, fino a dieci secondi fa ero un’inoffensiva depressa atarassica e ce ne ho messe di ore di inedia a arrivarci a questa cera dei sensi ora c’ho un po’ di deficit del controllo della calmapiatta e tutta la frenesia con cui non muovevo gli occhi e prudeva il naso impossibilitata a grattare di nervosa vergogna ventriloquavo determinata con la bocca dei pidocchi indirizzandoli e impartendogli un circumnavigare a memoria, installo un programma interno per cui non c’è mollare non c’è fatica né ammutinamento non c’è cadere o morire fino al raggiungimento dell’obiettivo. Ho spiegato che dopo potranno dormire con te, sembravano entusiasti, è bello sentirsi a casa, siamo tutti d’accordo, fare il nido. Attraverseranno strade secondarie finestre aperte chiuse inferriate e coprispifferi e scendiletto e i campi del tennensee e loro sì che avranno cura di te. Questa giungla diserbata di sole e raccomandazioni tra pigiami che hanno a cuore la mia salute mi uccide.

In continuo allenamento

Non li sopporto quelli col naso fine, non intendo -solo- quei nasini ostentatamente fini perfetti e piccini da rasentare il lezioso e quelli non è che non li sopporto quelli li odio proprio sfacciati e graziati dalla natura che ha dispansato a caso -e separatamente- manciate di bellezza e coscienza. No, intendo quei nasi fini che odorano sospetto per tutto, che sentono sottintendono accusano puzza di bruciato dappertutto, che premoniscono e intravedono il marcio tanto nelle confezioni da un kg si mele (e l’ortolano l’aveva ben nascosta in fondo) quanto negli occhi titubanti delle persone. E mi puzza lì e mi puzza là, e qui non ci vedo chiaro, e qui c’è qualcosa sotto, ma che è sto puzzo lo senti te sto puzzo cosa c’è qui che puzza da far schifo e ti cominciano a aprire i cassetti, i sacchi della spazzatura di casa tua che se prima non c’era la puzza ora la senti anche te, e ti sembra contamini e incomba e avvolga la terra come una opprimente stratosfera da bollino rosso. E mi faccio scarafaggio e mi vergogno. Si incrina l’asse che mi tiene insieme e che fa sembrare il suolo pedonabile, adatto ai miei piedi anche un suolo franoso e pendente e instabile appoggiato su una torre di gessetti, dio per me, fino a ora, funzionava, reggeva! Cosa mi vieni addosso col tutto il tuo peso vitale -non importa neanche ti pesi:  si riassume in una persona di troppo nella capienza dell’ascensore- sull’autobus mi pesti tutteccinque le dita e ti aggrappi pure alla maglietta mia per sostenerti e poi dopo aver buttato un occhio alla destinazione del tuo gravare ti metti veloce una mano sulla borsa e ti carpisco un leggero sussulto di allerta del cuore. Non li sopporto quelli che entrano dal pesciaiolo e sentono puzza di pesce. Non ci entrare. Quelli che sentono una tale gamma e varietà di odori e brutte storie molesti dappertutto che possono solo esserselo affinati annusando se stessi, sistematicamente, da una o più vite. Sono gli stessi che la volta che ti esce un filo di voce una frase qualunque, un lamento piatto monotono senza acuti senza nemmeno tante scenate, un qualcosa ti sembrava importante soffermarsi, senza 3D, si chiedono e si stringono nelle spalle insofferenti e scattosi nella circospezione, impazienti di passare a altro, e che problema c’è, e dove sta il problema, e non vedo il problema, e io non capisco che problemi ti fai. E il problema sono loro.