Ottobre è sono solo una morta non sono una santa

Di gente che di scrittura c’è morta, di colera o di consunzione, del famoso e vintage crepacuore, ne ho letta tanta, è una battuta di caccia falciatrice inarrestabile, una partita vincifacile. E continuerò a leggerne, e continueranno a leggermi. A me sul blog perché il privilegio della carta chi lo vede chi ci arriva son’altro che pietanza da strega per quanto ci provino a intenerirmi la carne, a trovalla, mescolandomi col paiolo insieme ad altri ingredienti. Son come mi si provoca, il mio corredino di ritorno espressivo, una lagna che s’è intravista solo in Frida Kahlo, che un po’ benmistà a andare a respirare l’aria fuori da questi gangheri, e un po’, come infamia, se proprio mi volevano far del male, decisamente mi sopravvaluta. Chi la sacrifica una palma per le pagine rabbiose e le favole a pietà, fine! che, all’ombradècipressiedentrollurne, chiacchiero coi miei morti. Ora che le hanno messe nelle riserve e nei musei e che forse anch’io, se mi voglio comprare, mi devo rivolgere al mercato nero.

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Metà della meta

Oggi pensavo di fare un passetto fuori casa, ad esempio una follia, arrivare ai giardinetti qui davanti, quei progetti ambiziosi che vengono solo alle 5 di mattina quando ci credi davvero e senti potenza nelle intenzioni, e lo vuoi immensamente, e fai i giuramenti, i fioretti, le liste di alimentiNO che non mangerai mai più mai più in eterno e per sempre e potessi rimanerci secca se anche solo ci passi accanto e non tiri dritto radicale schifata all’idea che stiano nei supermercati e non negli armadietti lucchettati del reparto tossicologico. Io pensavo di farmi un giro, infilarmi addirittura le scarpe, giusto 10 minuti compresa l’andata e il ritorno, cronometrato anche la scelta della chiave giusta al secondo tentativo. Ma poi non c’ho voglia, c’ho fame c’ho sonno c’ho freddo c’ho le cispe c’ho il pigiama c’ho il tè sul fuoco piove c’ho la pressione bassa c’ho l’uggia c’ho il letto sfatto c’ho le luci accese c’ho le croste c’è la gente son triste c’ho paura c’ho da finire il capitolo son stanca son malata c’ho la testa piena c’ho la testa vuota. Ma soprattutto non c’ho voglia.