Zuppa di fagioli mais e peperoni alla messicana

❄️Bloggerz buon lune dicembrrrrrrrrino!!!❄️

Ieri la Fiorentina ha vintoooo💜💃

🙋🏻e io da vera carognetta😇ho collezionato alcuni video assurdi fatti al bob,  l’amico interista che ho costretto a indossare la mise completa da vero tifoso viola per 90 minuti😁

Inutile dire che sotto berrettino e sciarpa si “intravedeva” una faccia leggerissimamente sfavata e contrariata.😂

🌀Quando poi sono tornata a casa tutta fiera e tronfia mi sono talmente Con-ge-la-ta attraversando l’Arno

che per. la legge del contrappasso anche le mie mani erano Viola😳.

Ho dovuto pensare a qualcosa di bollente e bruciante per le papille e per scaldare lo stomaco che mi facesse diventare viola anche in viso.

Così almeno facevo pendant 😜!!!🌶

Siete mai stati in messico? io mai😳

però ci vado oggi a pranzo con il mio zuppino calienteeeee!!!! 💃 andale!!! 😂

Zuppa di fagioli peperoni e mais alla messicana

VOYCE8379

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 200 g di fagioli rossi secchi di Etisolbio ammollati precedentemente almeno 10 ore (peso sgocciolato)
  • 140 g di mais in scatola (peso sgocciolato)
  • 1/2 peperone rosso
  • 1/2 peperone giallo
  • 300 g di pomodori pelati in scatola o passata di pomodoro
  • 150 g di pancetta (facoltativa)
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1/2 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino secco
  • 4-5 gocce di tabasco
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di cumino
  • Sale q.b.
  • 600 ml di acqua di cottura dei fagioli calda (o di brodo vegetale)
  • Coriandolo o prezzemolo facoltativi per decorare.
  • 4 cucchiai di panna acida

 

Procedimento

(preparazione: 5 min. cottura: 30 min.)

Cuocete i fagioli in abbondante acqua calda per 3 ore a fuoco basso, salandoli solo a fine cottura.

Tagliate i peperoni a cubetti.

Tritate finemente la cipolla e sbucciate l’aglio. In una pentola fateli dorare insieme con  l’olio, quindi aggiungete la pancetta a cubetti o a striscioline e fatela soffriggere per un paio di minuti.

Quando la pancetta inizia a diventare trasparente eliminate l’aglio e aggiungete i  pomodori pelati, schiacciandoli con un cucchiaio di legno. Dopo circa 5-6 minuti, quando il pomodoro sarà quasi sfatto, aggiungete i cubetti di peperoni, i fagioli sgocciolati dal loro brodo, 1 pizzico di cumino e una puntina di cannella, aggiungete anche qualche goccia di tabasco.

Versate a questo punto l’acqua di cottura dei fagioli o il brodo caldo, salate e fate cuocere semicoperto a fuoco dolce per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete quindi il mais sgocciolato e proseguite la cottura per altri 10 minuti, finché la zuppa non si sarà addensata.

Servitela in fondine con un trito di prezzemolo o un ciuffetto di coriandolo e una cucchiaiata di panna acida ciascuna.

Buonissima anche per inzuppare le tortillas 😜

Buona settimana bettabloggerz 🤗💙

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Il silenzio prima che nevichi

Non è silenzio. Nè freddo. E’ il pieno di vita e calore che radica dentro quando siamo al sicuro e al riparo con le persone e la vita che si è scelto.

Auguri di cuore a tutti Voi.💙

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Vigilia!!😍caldissimi auguri a tutti in questo giorno freddissimo da neve, ho fatto il fagottino da scoiattolo preso coraggio e nella mia mattina ho sfidato il vento😂e compiuto la mission impossible della Spesa last minute tra gli assatanati in corsa alle corsie…. ma felice delle spese quelle belle mie😍😍😍🙌🏻🙌🏻🙌🏻🔝, che mi garbano con le robe che mi garbano per fare creare e mangiare il cibo che mi garba🙌🏻🙌🏻 —quali di queste cosine vi piacciono o acquistate/usate Voi? Su su fatemi vedere la vostra 😍 #corsaallaspesasanatalizia 😍 :tra unnpandoro schivato e un torrone gigante che salta a nostra insaputa ‘misteriosamente’ di sua volontà 😂nel carrello mentre eravamo intente e concentratissime a pesare l’alga spirulaus???😜😂😂😂 Vi auguro tutto il bene del mondo, di volere bene al vostro cuore, bene alla vostra mente, bene alla vostra personalità, bene al vostro gusto e alle vostre cose più care, bene alle vostre emozioni, bene alle vostre pance😋. 💙💙See ya nexttime!!!🎉🎅🏻🎄🌲 #hault #spesasana #natale #christmasmood #instadaily #cibo #shopping #favoritefood #foodblogger #foodproducts #groceryshopping #healthy #decemberfaves

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Che state facendo di bello in questo pranzo e giornata di vigilia? io dopo aver ordinato ammodino la dispensa di cucina e pulito casa sono passata per gli auguri vari di ordinanza, poi ho sistemato alcune cose di lavoro anche se non ho tutto sbrigato se e riparla dopo santo stefano, ho voglia di riposarmi, di vivermi tutta la semplicità che posso e dilungarmi sulle emozioni, dando loro il respiro la libertà di rapirmi e il valore che meritano, in linea con questo oggi mi gusto l’eleganza che ha la semplicità nel piatto, cuocendo le varie verdure lesse che sono un classico must in toscana almeno le ho sempre viste per ogni festa ci può essere il mondo di primo secondo antipasti dolci e portate varie ma non esiste che non ci sia il coccino di verdura mista lessa verde in tavola😂da una parte (di solito patate fagiolini biete qui da me, inutile dire che è una delle cose più buone ed è stata spesso la mia ancora di salvezza e bottino obbligatorio qualora comparissero i piatti “creativi” del natale che sìsì tanto bellini però li mangiava solo chi poi si ciuccava di spumante per dimenticarseli😂 e non fa per me grazie. Quindi un ottima riflessiva e profondamente gioiosa pasta Rummo farfalle con biete fresche appena preparate, lenticchie, olio bono piccantino e una spolverata di noci sbriciolate, abbondante macinata di pepe. Il cuore si riempie. E si dilunga a sentirsi colmo e grato. Questa vigilia auguro a tutti un regalo speciale: al di là delle solite bontà salute e pace, sempre valide per carità, vorrei per me e per voi di AscoltarCi, Sentirci, di essere Ascoltati, di essere Espressivi. Buona vigilia!!💙 se see ya next time💙#IFeelBetta #vigiliadinatale #pasta #happyfood #comfortfood #fgreens #mangiaresano #lenticchie #foodblogger #foodblog #italianfoodphotography #foodpics #pensieri #simplygood #vegan #homemade #vegetarian #photooftheday #pranzo #onmytable #flatlayeats #merrychristmas #vegetables #superfoods #bestwishes

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Come non si usa un blog

Alert: post che richiede minimo Q.I. (conoscendovi, so che molti di voi ce la possono fà 😜💙😁)

Io sono un po’ come quei bischeri ammericani del fightclub.

L’unica regola è nessuna regola, ti ricordi?

L’unico modo di essere Blogger è di non essere Blogger solo per contornare un social, perché fa anonimo non avere un link cliccabile, per finire a seguire uno stravisto tutorial passopasso per attirare un pubblico altrettanto annoiato. Il Blogger è Asocial per definizione, il Blogger è fuori moda, il Blogger è scorza.

Sebbene ‘Crescere’ (ma che vol dì, poi😝, c’ho già 33 anni casomai vorrei ringiovanire! Che termine orrendo…) su instagram, o nei vari social, lo sappiamo,  sia facile, in particolar modo coi mezzucci (chiamali bot, chiamali gruppi, chiamali prostituzione) di cui purtoppo facciamo conoscenza anche nostro malgrado perché ce provano a arruolarti senza neanche il consenso: ad esempio chi come me c’ha scritto in fronte grosso come una casa un cartello in caratteri nonna-friendly: NON mi invitate, graZie, non ME lo fate il ‘gentile’ pensiero di onorarmi con inviti a gruppi, sette, regolamenti, intrallazzi massonici, ecc ecc😂  su telegramme whatsappe facebookke ecce ecce di ‘scambio ‘ favori per ‘crescere insieme’. Io so ANTIPATICA, lasciatemi restà piccina e spennacchiata da sola✌🏻.

 

Sono in molti a chiedermi in privato via email e/o messaggi privati (e altrettanti a contrariarsi indispettirsi e lanciarmi le macumbe😂🙌🏻: cosa che io con molta semplicità esorcizzo a suon di economiche trecce d’aglio per altro già appese in casa sopra i mestoli -mica le compro apposta- se funziona bene se no pazienza ci fo i funghi trifolati😅) di come un blog come il mio senza nicchia né specializzazione di settore alcuno,  tranne le contraddizioni e la vastità delle emozioni e umori della vita, possa avere tanto séguito – meritato o immeritato non è questo il punto- e lettori Veri come sono Veri i rastrellatori di conchiglie, come sono Veri i raccoglitori di Storie. Mi si chiede Come fare a non essere ilSolitoEnnesimoBlog di corredo -giusto per avere il suo posticino nella BIO – corredo a una massiccia quanto inquietante popolarità nell’inconsistenza dei social,  quel linkino tutto nome e niente Arrosto che esclama la sua esistenza tantoper:

anch’io hounblog!” (ma dai😒!??) “misofattailblog!” (a firenze diciamo sì, bella fiha😂) “vieni a trovarmi sul mio blog! ” “Clicca mi piace al mio blog!” (Leggi il mio blog, quanto meno, sarebbe una sfrontatezza più pertinente, se proprio si deve chiedere un’elemosina), Macchè! “Metti like perché ho la faccia di bronzo di chiedertelo in quanto perfetto nessuno, mica perché mi conosci, perché di sicuro , dai, perdi meno tempo a cliccare il cuoricino che a conoscermi e a farti magari pure il problema di che cafone sei se a una richiesta svergognata e estorta non sai come spiegare che ti imbarazza, e un po’ crea disagio, sta confidenza sta invasione molesta, ti tappi il naso e assecondi per tagliare la testa al toro un narcisismo imperante come linguaggio che ti inorridisce, ma a cui -a mmettiamolo- per far presto e togliersi la crisi esistenziale ogni due secondi, cuoricizza e taci insomma.

Deprimenti le ridicole linee-guida-tutorial e le liste di consigli per fare il perfetto blog portandoti ad avere il perfetto delusion-blog che smonta e sconsacra sconsolatamente la suddetta fama che uno ha sui social per via del Sovrano Algoritmo che si è sostituito al già agghiacciante Re televoto. Il linkino a Un contenitore senza contenuti, male aggiornato, mal impaginato mal-amato mal scritto e soprattutto mai letto nel bene e nel male quindi neanche sottoponibile a fregiarsi di macumbe 😁, mi si chiede di come posso essere Incisiva e appassionante blogger senza seguire alcuna moda o trend o filone o meme (menchemai facendomi incalappiare in nazi-gruppi di  cosiddetto mutuo-aiuto come scorciatoia per forzare a suon di mezzucci e minacce psicologiche -che nemmeno vannamarchi-un Consenso un Talento che evidentemente non c’è ), ma ancora ancora più come mai – mi si chiede– ho un blog che Funziona (non tecnicamente, caro wordpress,😒, quello no) in quest’era in cui avere un blog è tremendamente da sfigati, o tremendamente difficile, o tremendamente da ossi duri, o tremendamente da pazzi suicidi outsider, e tremendamente considerato –a ragioneSuperfluo e innecessario.

Ecco che qui il Blogger Vero, è di nessuna galassia la stella polare a cui si guarda per orientarsi senza saperne il perché, senza altra regola che non sia scritta fin dall’inizio nella pelle, senza che quel punto dell’universo sia nientaltro che se stesso: un agglomerato di incandescenza e pietre nere, probabilmente pure già estinto e spento 5000anniluce fa.😱

Porcatroia Nietzche a me m’avresti fatto da paggetto. Da Semola della spada della roccia o forse da Anacleto iggufo. Da passeggero e consigliere se proprio ti ripescavan di riserva😂😌

Avere un blog “sentito”, libero da formalità impostate, che le persone effettivamente leggono amandolo o detestandolo da più di 15 anni, e che nella sua spontaneità ha la sua fortuna: Questo non è da tutti, è da temerari e quel pizzico incoscienti -ce ne sono tra voi ottimi adorabili esempi, vi vedo💙-  che prima di essere Blogger sono e saranno sempre Lettori.

È molto da “Betta”. 💙

In parole povere e soldoni: Se siete Perfetti e volete solo convincervi e convincere dell’utilità e vantaggio di avere un blog: Non avete bisogno di un blog. E nemmeno noi.😇😁

vai, Domani mi riopero e si vede che son melodrammatica e lirica oh😂, abbiate pazienza, guarda il polpettone che t’ho sfrittellato per pranzo😍. Roba buonissima😋 che sarebbe bastata a non dare questa cazzo di importanza alle parole.

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Avete mai provato a mettere in casseruola Ceci, funghi porcini, e gamberi? Eccco: FATELO. Adesso. IIn barba a ogni pregiudizio sui sapori fuori dai tradizionali abbinamenti. Perché viene una cremina profumata avvolgente e calda che armonizza tutti i contrasti degli ingredienti dal mare, dai monti, e dalla terra. Inaspettatamente un piatto ispirato dal fatto che c’era stamattina lil delirio prefestivo al super e presa dallo sconforto ho giusto tirato su a istinto due cose per far la cassa veloce e surclassare i carrelloni galattici con: Risultato da leccarsi i baffi e da coronare con una generosa scarpetta di baguette fresca di forno. 😍E poi mi dite se non c’avevo ragione.😍PranzoRidendo come una matta (come me stessa😅) per il tbt di un amico @rrcorsi che ha ritrovato note folli scritte da me a penna nel leggendario 2003 (orcaboia…una vita fa!😱) e constatando che in effetti la mia firma stranchia è sempre uguale😅, così come lo stile innato di uscirmene con le peggio cazzate nonsense che un senso ce l’hanno tutto eccome nella mia logica (se poi mi sono servite su un piatto d’argento adoooooro😍 la gente che me le serve su un piatto d’argento) montando un gioco sul gioco su un dramma su un gioco nel profondissimo codice d’onore che unisce e rende complici, litigiosi, sputanzani, pavoni teatranti due anime trovatesi a loro discapito a essere uguali nel paradosso di chiedersi cosa è più amore: ridere fino alla morte o farsi male fino alla morte? E se fosse un misto fra le due e non avessimo mai dovuto Scegliere tra l’una e l’altra? Se non avessimo pensato di doverci per forza e sotto torchio Salvare e quindi scappare da qualcosa che erano insopportabilmente tutti i meno artificiosi pensieri della nostra vita? non sarebbero rimaste cose poi così Aliene in fondo, che in fin dei conti, sono le più vere e umane. Il sorriso, e la morte. Per tutti. In pratica siamo scappati -pensando di salvarci- dall’essenza pura e semplice della vita stessa. E ora facciamoci i complimenti, amico, che siamo due amabili idioti, uh, e magari c’è tempo di ridere fino alla morte di me che do lo straccio(hahaha) e tu che fai la pasta al tonno (hahahah)😜! see ya next time💙#IFeelBetta

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(Parentesi in calce: La prossima settimana sono in edicola su TuStyle)

SalvaSalva

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Cosa ci rimane di Roberto Re. Non l’anoressia😂

A volte la famiglia non è esattamente il porto sicuro in cui trovare conforto e affetto e supporto, specialmente quella così vicina da essere a un tiro di schioppo per riversare comodamente il peggio. A volte ci vuole davvero un amico al mio fianco, ogni tanto a ricordarmi che non sono solo un peso anomalo su cui scaricare le colpe e tutto ciò che non si può mettere in discussione di se stessi che meno male c’è la figlia matta a fare da discarica e smistamento tossine, quelle che giustamente vanno spazzate via, e mica si liberano nell’aria, tutto sotto al tappeto della mia pelle, perché io le posso coprire. io sono abbastanza matta da poterle accogliere e nascondere tutte. il mio rispetto, vado a prendermelo da chi è felice di donarmelo senza che sia dovuto, e se non sentito naturale, ferocemente per questo rinfacciato. Dopo pranzo mi sono buttata via io, ma dalle risate. Grazie, amico Roberto. Ti ha mandato la nonnina a te, nella mia vita.

Grazie grazie grazie. E poi mangio. Che a tutto il mondo gli avrei tirato la minestra in faccia, oggi. L’istinto di chiamarti, perché boh è il tuo compleanno e perché boh, vai a nascere un secolo fa nel giorno che un giorno mi sarebbe stato utile che fosse il tuo compleanno per salvarmi. Forse un motivo non c’è o a volte non si vede, ma non c’è nemmeno di schiantarsi a terra, non per chi così vorrebbe vederci, e tenerci lì, e da quel punto a terra guardarli come fossero altissimi e intoccabili giganti

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Giorno 14, un numero felice che ci sono anche nata – Oltre l’anoressia

Nonostante il trasloco assorba forze fisiche e mentali, il percorso è in avanti, che non so se è avanti dritto o avanti tortuoso o avanti un altro solo che a stare decente ci prendo gusto e sono così curiosa riguardo la vita, in continua scoperta e esplorazione col ritardo scandaloso a dispetto dei luoghi comuni e la scaletta burocratica buttata giù da qualcunaltro chissacchì che mi vuol vendere un modello di vita e una vita a scadenze impiegatizie che non segue il ritmo del mio cuore il gap dei 30suonati (embè): la curiosità che col cavolo ha mai ucciso il gatto o il leone, ma anzi rende la sua avventura nel mondo buffa e graffiante da strapparmi con le unghie un tenero sorriso e lasciare pelle e rami e gambi di fiori alla loro natura, senza possederli, ma forse essere in loro, e in loro ascolto, così che quasi ogni volta non mi dispiace di essere questa spontanea imperfetta e sguaiata me e non vedo l’ora che avanti sia Avanti il Prossimo. Oggi è la voglia di particepare in tutto e per tutto al sorriso della stregatta-vita, senza voler tenere troppe redini, e ammanettarmi nelle cinghie della malattia. Non ho condiviso solo un pranzo con due persone belle (mamma e una delle rare amiche simpatiche che adoro di mia madre , il resto sono una caterva di coglioni vari, può darsi che io abbia delle riserve reduci da vecchie ferite interiori mie, ma a posteriori, non è che con gli occhi più lucidi di adesso siano sto fior fiore di simpatia, e non ci vuole una ipersensibilità matta patologica insofferente come la mia per intuirla a pelle, lo schifo che gli fai ad alcune il pregiudizio che hanno e lo hanno tanto più strombazzano a destra e a manca quanto siano militanti di umanità e solidarietà femminile. in ogni caso non glielo dirà mai perché mi scatta come una belva, ma una delle ragioni per cui le sento particolarmente odiose non è neanche mia personale perché ce l’ho col mondo in generale, ma perché non sopporto che alla fin fine.. secondo me i torti maggiori e lo sdegno maggiore non è che lo riservano a me che vabbuò, carisalutiecciao, ma PROPRIO verso mia madre. e questo non lo sopporto. mi fa stare male. mi fa imbufalire. e mi fa ribollire che mamma neanche vuole sentirlo, non vuole sentirselo dire, non vuole sentire la mia opinione al riguardo che però riguarda lei. e allora mi faccio i cavoli miei, e fa male, vado avanti con la mia vita ma con un pezzettino di cuore che lei per loro farebbe e fa tutto, e loro non fanno un cazzo, anzi sì: di fare fanno che la trattano come una sguattera dietro le apparenze e con la doppia faccia dei viscidi mostrano di sé solo il loro lato bello con lei, ma dietro hanno il marcio. e io che il mio marcio quando ce l’ho lo mostro, come unica faccia, come quella davanti insomma, con a volte la disperazione del non sapere fingere e non volere fingere e non avere né pensare niente da ricavarci o da trarre favori e vantaggi, ecco con la brutale unica qualità di non riuscire più a nascondermi o dovermi imporre di non provare e reprimermi e rimuovere estirpare la sofferenza a comando, con questa brutale semplicità di una figlia, passi non vengono neanche notati e percepiti per non parlare di minimamente apprezzati e gioiti, ma ogni errore e mancanza rinfacciata. vabbè vabbè, oggi son felice. perché io lo sono, e perché amo esserlo in mezzo a persone con il cuore cangiante, e la mente colorata. Io con queste persone ci vado a nozze, il Leoncino gongola. Un nutrimento particolarmente felice, per ogni parte e stanza di me. Ridanciana e libera, anche di dire e seguire e farmi permeare da tinte stupide e leggere, ma di uno leggero e stupido “carico”. Impronta di Leoncino. Zac!

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