Io sono una Roccia. Puntobasta. Mercoledì mi opero. Robabruttacomplessabrutta. Domani parlo con l’anestesista. Per le allergie e bla bla. Un tempo ero allergica alla vita. Semplicemente il mio corpo la rigettava, come si fa con un fegato trapiantato a una temperatura che l’organismo, non accetta, non accoglie. Come si fa con un aiuto, una mano tesa. C’è da dire che a volte sei così a fondo che anche di una corda gettata vedi a malapela gli speluzzi della fine, in controluce. E allora devi alzare il culo da solo, e spingere con le tue di mani, per rizzarti in piedi, e sbucciarti i polparstrelli e allenare i tuoi tendini feriti, e arrampicare, se non vuoi farti la tana, la cuccia cronica, e terminale, laggiù da sola, al buio. Vedi che a un certo punto le tue mani sono diventate della stessa materia della parete, e che la tua vita sarà sempre in salita, e tu sarai sempre una pietra che tenta di fare capriole sfidando la gravità, ma sei una pietra focaia, hai visto le spaccature della terra, hai contemplato il dolore del magma, tu là dentro hai scoperto, vera pura, la forza di te stessa, guerriera, impermeabile e invincibile nella dolcezza che ha restituito e forgiato nel cuore l’arma più forte che hai portato sempre con te: quella del sorriso. Io sono una Roccia. Puntobasta. Lo dice anche il mio salvaschermo. Almeno le basi per truccare il Mac ce le ho. Che dire. Ho paura. Non lo nascondo. Ma troverò qualcosa da imparare anche andando dal conosciuto verso lo sconosciuto.
Dimmi tutto!