Sono una postatrice compulsiva. Prima mentre ingurgitavo cubetti di tofu annegati nel minestrone pensavo come sarebbe parlare di politica, di quanto noncicapisconientenonm’interessa, ora,Ora, io non c’ho niente contro i rumeni, lo giuro, da quando subisco la televisione accesa sulla7 all’ora di cena. Torno dal corso di Illustrator e incontro lui per strada. Cose che se rimani in casa a ascrivere un post non ti potrebbero mai accadere. Sono stata due settimane seduta di banco a una tipa che ha 35 anni. Uhm. Ok, ti aiuto a disegnare un quadratino sul programma. Ah che bello ma non sei italiana, ma che bello ma che fai fai la pittrice. Uhm. Ok, fammi vedere se questa riga la puoi aggiustare, un po’ più dritta qui, un po’ più lunga là. Il professore ci saluta e tanti auguri a te, cara, per il tuo viaggio. Ah ma che bello e dove vai? A casa. Ah ma che bello e a casa dove a casa dove? In romania. MI va di traverso la saliva. I crecker tornano a galla insieme al succo di frutta. Faccio per sputare. Mi sembra di sputarle addosso. Esco dal corso paonazza, violacea, stizzosa, faccio il ponte di corsa, cerco nel portafoglio dieci euro che per abitudine infilo nella tasca del gelataio e ne esco satolla di fragola, limone e tuttobosco. Mi impongo di raffreddare la mente, ma mi ritrovo a farmi guardare come un’isterica asmatica per strada perché sto consapevolmente urlando al telefono, con l’ultima persona al mondo che mi sa rassicurare, il mio babbo che scende dalle nuvole, ha capito che sto parlando di un uomo quando qui è in corso una tenzone fra donne. Lui mi viene incontro con la faccia da scream mentre sto spiegandomi per l’ennesima volta, e ogni volta a voce più alta, agita le braccia da lontano mimando un abbraccio goliardico, ha la giacchetta primaverile color della crema che stringe un bellimbusto, ha sentito mezze parole della mia chiamata ma sarebbero bastate a riempire il vaso di pandora. Cerco di scollegare tutto e razionalizzare, che no dai, anche se la sua mostra di pittura si trova casualmente a tre numeri civici da casa sua, mica è possibile, sai quante rumene ci sono a Firenze, ma la pulce che m’è entrata nell’orecchio sta facendo un buco e fornicando pesantemente con un tarlo. Ho fatto per due settimane la graphic designer della sua amante. Torno a casa e dopo cena sento il bisogno urgente di fare una mega abbuffata, fare casino, creare il caos fuoriuscire da una ciotola colma di budino al cioccolato, biscotti e frutta, mi intrattengo nel disperato tentativo di rimandare, soffocare la compulsione omicida con le sigarette, la casseruola stretta nel pugno dell’altra mano. Ma masturbati piuttosto! Molto meglio che ingozzarti se vuoi darti un’ebbrezza e dimenticare, mica si rimane incinta sai, con le pere. Mamma, nemmeno con le dita.
Dimmi tutto!