Emozioni: Da qualche parte io devo avere un tasto di scollegamento, di dissociazione. Divento un mostro quando piango e mi arrabbio. Poi basta poco e torna il sorriso, Mister Hyde al confronto mio era solo ciclotimico. Il mio orrore è per le donne, sarò maniaca, ma io ce lo vedo il complotto internazionale. Sono ansiosa, intensamente ansiosa! Prima mi grattugio la faccia come una vecchia carota rugosa, poi mi accorgo che è tardi per imbellettarmi e devo uscire alle dieci per andare a mangiare il gelato sottocasa con l’uomo che mi si è trasferito sottocasa e il destino ci ha manovrati e collocati in modo aggraziato nello spazio ma ha sbagliato qualcosa coi tempi, se lui ora è infatuato di un’altra. Eppure è sabato sera, e lui esce con me. Sono felice, anche le mie bolle sono felici. (Dio, anche il diario postumo di Sylvia Plath comincia con un bel sono-felice-virgola e poi finisce che infila la testa nel forno e si ammazza con due bimbi a strillare nella stanza accanto). Sono stata in piscina e quantomeno ho il culo sodo, al lavoro, al corso di Illustrator, mangio pizza/gelato/pizza/gelato, ho fatto tuttoquellochedovevofare, ho disegnato una piccola cappuccetto rosso stilizzata che viene rincorsa dal lupo cattivo. Sono stata molto cattiva, un bello scapaccione un bel calcio nel culo un bello spavento per tirare avanti. Torno dal gelato e restiamo incantati di quanto siamo capaci di finire praticamente a letto per strada. Certo non sono una donna bella, e sono appena uscita da una clinica psichiatrica, ma tuoni e fulmini illuminano la mia vita sentimentale, questo è un dato di fatto, adesso, da piccola, da adolescente e ragazza ho molto sofferto della mia mancanza di attrattiva e lineamenti canonici, del mio nasetto lungo, della mia bocca e denti a topino. Per questo aguzzo l’ingegno, lui ha paura che io scriva qualcosa sul blog della serata compromettente di ierlaltro e io gli ho fatto con la manina il gesto della strizza che lo assaliva, mossa come dentro dei burattini immaginari che facevano la linguaccia, era buffo il contegno che teneva per non dire o fare nulla per cui potesse essere sputtanato qui, sono felice, sono felice perché sono per lui una donna scomoda, e ho il potere in mano nella penna. La terza incomoda sarà lei. C’ero prima io, sissignori: Si metta in coda, prego! Gli ho portato la pizza, siamo l’uno il completamento dell’altra, e non solo perché io ho preso una vegetariana e lui una maialona per riequilibrare le yin e lo yang universali, non siamo obbligati ad essere formali, tra di noi, ci guardiamo allo specchio insieme e siamo una colata di miele per gli occhi, i nostri visi dolci e rilassati a fine giornata, i nostri rutti all’unisono tra bocconi di cornicione e le sorsate di cocacola. Quando sono arrivata ho trovato la tavola apparecchiata, con le posate avvolte nei tovagliolini, e un jazz soffuso che risuonava dall’angolo del loft, il letto invitante e rifatto, uno spazzolino nuovo ad aspettarmi sul lavandino. Mi ha chiesto se per caso mi fossi rifatta il seno. Nobbellomio. Si può essere delle gran strafiche, ma ci vuole cervello per essere sexydamorire.
Dimmi tutto!