Ovvero: lavoro come un essere umano (finalmente!) e stasera viene a cena il signorotto, il re-maialino, il farfallone amoroso* e ora sconfesso tutti i nomignoli più indecenti che gli ho affibbiato in questi dieci anni in cui siamo stati senza avvicinarci. Che non è il mio uomo per carità di dio non lo diciamo nemmeno. Avesse mai a leggere, quello screanzato. Avessero mai a leggere tutte le donzellette che gli girano intorno. Oddio, magari leggessero e capissero, io passerei anche da stronza volentieri, se decidessero di girare a largo, sciò, sciò, eddai. Ma non lo faranno, lui è il pezzo d’antiquariato più ambito, anche se ci do dentro di sgomitate e colpi bassi. Ha! Ha! Ad esempio: Non potete neanche immaginare che razza di menù ho ideato per annichilire e ammosciare anche il più fanatico dei vegani. E lui mangia prosciutti di parma e letti di catalane croccanti, di solito. La mamma è tutta arrabbiata perché mi vede sgrattugiarmi le bollicine sul viso, tanto per prepararmi e presentarmi bene al mio primo giorno di lavoro no, e per fare un figurone da intossicata stasera a cena. Antistaminico e fiale depurative a parte, medito sul fatto che più sono stressata e più mi gratto, e questa è la mia più nuova

malattia, come dire, io proprio senza essere un po’ suonàta tutti i giorni non ci so stare, certo, non sono più rinchiusa in gattabuia psichiatrica e buttata via la chiave, ma ci sono tremila modi di rendersi brutte streghe anche solo avendo a che fare con uno specchio ben posizionato e una luce da sala chirurgica. Comunque, assesterò colpi a destra e a manca per conquistare il trono di regina del pollaio, sarò peggio di uomini e donne, però non posso proprio certo dire che so prendere un uomo per la gola.
*(notte e giorno d’intorno girando, delle belle turbando il riposo, Narcisetto, Adoncino d’amor.

Dimmi tutto!