Si avvicina San valentino e io sono miseramente senza fidanzato. Gianni si è rivelato una specie di stalker. Si apposta sotto all’ufficio del babbo aspettando che esca per far finta di passare lì per caso e parlargli di non so cosa forse che non si rassegna che non ne voglio più sapere delle sue imposizioni. La cosa mi angoscia. L‘ex degli ex mi fa sapere di essere felicemente accoppiato, e io sono felice per lui, no, davvero, non lo dico per dire, ora so che lo si può pensare veramente. Certo è che sono rimasta stranita, ho sempre pensato di essere la donna della sua vita. Anche se poi lui si farà una vita con un’altra. Sono stata un ciclone.. Nel bene e nel male. Sarò troppo superba. A volte si ha bisogno di credere a queste cose. Sono a casa della mamma, ecco perché posso lasciare due righe. A casa non mi funziona il modem, o è la linea telecomme non si capisce bene. In questi due giorni ho tribolato un po’ in famiglia perché tutti sono preoccupati che io vomiti. Non è così. Lo giuro e lo spergiuro, non ci penso nemmeno a vomitare. Non torno indietro. Mi vedono mangiare tanto perché non vedo l’ora che mi torni il ciclo, anche stamattina ho mal di pancia e il mio pensiero è andato subito alla felicità che potesse essere una premessa, una specie di sindrome premestruale. Anche perché sono grigia, nervosa, triste, ho continuamente voglia di dolci e se non mi ricordo male, sintomi come questi erano il preludio a una settimana di benedetta tortura. La mamma mi ha consolato con un bel caffè dolce, di quello macinato apposta per lei dalla torrefazione in cui mi hanno fatto il verso perché chiedevo un pacchettino di miscela diverso per la mamma e uno per il babbo. E quello che sarà per me nella mia casetta? Voglio che sia 100% arabica. Il momento si avvicina, è tempo che io sbatta le alucce e strepiti per volare, a quel punto sarò così serena e indaffarata, tra lavoro, psicologa, sistemazione dell’alcova, autobus e scrittura, che inviterò la mia famiglia e gli amici e quando suonano il campanello mi vedranno col grembiule friggere le frittelle a mandate. Detesto però la parola single, mi fa tanta tristezza se rivolto a me, ieri abbiamo parlato tanto col babbo e mi ha maieuticamente estrapolato la mia natura e voglia di essere una donna nata per accompagnarsi a qualcuno, amante e amata, circondata di tenerezza e dell’affetto degli animali e degli esseri umani, una donna che cura il proprio nido, una donna che ha desideri di tipo affettivo e anche sessuale, lo scopro da certi rossori che mi appaiono sul viso parlando di certi argomenti, lo scopro da alcune frasi da cui trapelano i miei sogni, le mie speranze, il disegno che è stato creato per me. Il babbo dice che se anche io gioco a fare quella che non le interessa di nulla, che non crede in niente, che sembra non avere un’anima, una coscienza, un valore nel mondo, in realtà io esplico una funzione ben precisa, anche se nessuno sa quale sia, e che ho un senso, se esisto, è cosa palese ed evidente che uno scopo, ce l’ho, ce l’hanno tutti, dalla più piccola creatura alla roccia che trattiene i fossili sulle dolomiti, dalla goccia di fiume che scorre e si butta nel mare, alla zanzara più fastidiosa, dal profeta più saggio al barbone più ubriaco per strada, e io non posso sottrarmi a questo denso significato. Comunque, non vivo le cose con leggerezza, come mi si può accusare, e come sono stata accusata ieri, solo perché ho smesso di andare in chiesa perché ho rotto col Gianni e sono rimasta molto delusa da lui, e non ho trovato risposte in Dio, la coscienza appartiene a me e sa da sola cosa sia la giustizia, credo che tutti nasciamo con una morale, anche chi sceglie di metterla a tacere, non voglio maciullare l’anima degli altri come fosse carta straccia da appallottolare e poi gettare, voglio pormi domande sempre più grandi e confrontarmi con una persona nuova, che io possa rendere felice, voglio essere abbastanza grande e forte da non fare stare in pena nessuno, voglio essere io ad accudire gli altri adesso, è arrivato questo momento, ho passato un’infanzia e una fase orale ridicolmente lunghe, il tempo scivola via, abbiamo solo questa vita terrena, devo affrettarmi a far sapere a tutti che la forza più grande che mi muove è l’amore. Babbo, non è vero che non ho un’anima, e’ che la mia anima forse è come una fiamma sopita e spenta dalle delusioni dei propri sogni nel focolare, bisogna buttargli costantemente un po’ di nuovi ciocchi per farla rinascere e rinvigorire.
Dimmi tutto!