Sono stata tanto sfigata in passato del resto, un po’ me lo merito. Mi sono fatta prendere il cappuccino di soia dal Gianni in un baretto dove servivano anche i panini con la porchetta, ma non l’ho mica convinto che era uguale a quello di mucche felici. Stasera vado a vedere Die Walküre di Richard Wagner al teatro comunale, mi vesto a modino, con il mio completo dark di Zadig & Voltaire, scarpe coi chiodi a teschi e cappello alla tarantino, prendo con me la sigaretta nera alla vanilla e arrivo in carrozza. Ho scritto un messaggino a Gianni della serie Posso essere la tua Valchiria. Poi mi adombro quando ci mette un secolo a rispondermi. Forse perché lui lavora. Forse perché io passo le ore a guardare il telefono se s’illumina, che è come l’acqua per la pasta, se la guardi non bolle mai. Ho fatto mettere dal babbo tutti i Beatles nella chiavetta per la mamma che è venuta a trovarci a casa senza avvisare, dico, potevo essere con un uomo e avrei dovuto infilarlo nell’armadio. Così quando se li ascolta mi pensa perché sa che io sono fissa con i Beatles a palla, anche quando porto fuori il cane. Tutte le canzoni mi sembrano parlare d’amore, è vero sono inquieti parlano sempre di una donna diversa, ma la prossima potrei essere io.
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