Mi ha portato il latte, la frutta, le castagne, ma anche una confezione di latte di soia. Dico, non è carino da parte sua che abbia smesso di mangiare i MonCheri da quando ci vediamo? Invece io ho capito finalmente di avere delle emozioni. Sì, ho delle emozioni anch’io. E ho deciso di viverle fino in fondo, prima e se mai mi andrà di scriverle, altrimenti pazienza. Valgono lo stesso. Valgono forse di più, se penso più a viverle che a raccontarle, in questo momento. Questo è il mio nuovo eccesso, l’eccesso che mi concedo. Va bene che sono un’ex malata psichiatrica. Va bene che mi facevo chiamare Betty Carbuncle perché sentivo di non essere veramente io. Va bene che sono un ex borderline e che ho combinato un sacco di pasticci e ho dormito una notte sullo scalino di una casa che non si sarebbe più aperta. Va bene che sono un’ex anoressica di merda e che ho rifiutato il corpo di Cristo (e le sue varie farciture). Va bene che ho vissuto per un anno rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Va bene che non riesco a smettere di fumare. Va bene che mia mamma mi ha buttata fuori di casa dall’esasperazione. Va bene che mi hanno ripreso per i capelli perché stavo morendo troppo giovane. E troppo senza senso. Va bene tutto. Ma mi commuovo con Battisti e Chopin che trovo nella sua macchina disordinata. Guardo un cristallo coi gatti e filtro l’olio che ci ha portato con l’occhio velato e ci vedo la mia famiglia. Quella che si stropiccerà tra le mie dita leccate da una fettunta a metà pomeriggio. E quella vecchia mi verrà a traino, felice nella vecchiaia. O sono pesantemente innamorata, o sono pesantemente normale. Non rinchiudetemi più perché sono umana.
Dimmi tutto!