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Che domenica bestiale, la domenica con me

“Quelli che vanno a votare e scelgono da chi farselo mettere nel culo, tanto per parlare forbito”, diceva suo padre, prima di raccontarle l’introduzione di Julius Evola (e lei gli aveva raccontato di come gliene aveva parlato a suo tempo uno dei suoi ex, che si intendeva di tutti questi personaggi controversi, che le aveva fatto conoscere e amare e odiare anche Cioran) a Sesso e carattere di O.Weininger, e aveva imparato così, sorprendendosi, che la parola sesso derivava dal latino sixus, che significava divisione, scissione, e capi allora molte cose. Libro esplosivo, piaciuto sia all’estrema destra che agli individualisti anarchici , aveva avuto un’imfluenza grandissima tradotto nello stesso anno di pubblicazione lo conoscevano da T.Mann al suo adorato D’Annunzio da Hitler all’anarchico Camillo Berneri. Che bello quando il babbo si accorgeva anche delle poche qualità che aveva lei ad esempio si ricordava che l’anno precedente per l’ultimo dell’anno nonostante fosse in fin di vita e in completa agonia non aveva perso il senso dell’umorismo -sua caratteristica peculiare- e riusciva a pronunciare e fare battute perfino dalla sedia a rotelle e con la morte scritta in faccia. L’ultimo dell’anno l’apoteosi dello squallore, vedere la gente che tutto l’anno dice c’è la crisi speriamo che Monti di qui e di là e poi quella notte la passa con la faccia da ebete a fare gli schianti, come diceva Carmelo bene uno dei pochi dandy del novecento in un intervista in cui gli chiesero qual era per lui il giorno più brutto dell’anno e lui rispose la notte dell’ultimo dell’anno perché mi tocca stare barricato in casa mentre tutti  gli italioti sparano i botti. Aveva passato una mattinata bellissima, la nuova dose del farmaco era un placebo paradisiaco, il suo umore era alle stelle, erano stati al banchetto della Lav e avevano raccolto i volantini e il ricettario Vegan e quando gli avevano detto di non mangiare carne il mercoledì loro gli avevano risposto che non mangiavano carne da anni, e che lei era addirittura vegana e loro si erano complimentati e le avevano chiesto se aveva un po’ di tempo da dedicare alla causa e lei si era armata del suo più docile/dolce sorriso e gli aveva lasciato il numero di telefono, poi si erano fermati a mangiare col cane e a riposarsi della lunga camminata fino al centro gremito di gente a fare i primi acquisti natalizi partendo dalla silenziosa periferia ed era così bello poi tornare a casa stanchi e il babbo si era schiantato subito sul divano mentre lei rassettava la casa e toglieva i vestiti dallo stendino e li ripiegava nell’armadio canticchiando le foglie morte. Più tardi avrebbe preparato i biscottini con la farina di ceci, le nocciole e le scaglie di cocco, ma prima doveva fermarsi un attimo a respirare, scrivere, scrivere che la vita era meravigliosa, che dal primo di dicembre stava volando su una nuvola, che la mamma in qualche modo le aveva salvato la vita in modo brutale ma nel lungo termine efficace, buttandola fuori di casa quando aveva raggiunto il limite, che il pigiama viola le stava piccolo e che voleva portarlo a psichiatria perché avevano sempre bisogno di vestiti per le persone che arrivavano senza nulla addosso, in preda ai deliri e spoglie degli abiti e del senno e gli avrebbe donato tutti i capi che non le stavano più nelle maniche, il suo corpo finalmente quello di una donna procace, sveglia, laboriosa, sorridente, e come sorrideva, per strada, alle altre donne, agli anziani, ai cani, come ammiccava agli uomini che portavano i bimbi in carrozzella, quanto ogni passo era una sorpresa, quanto ogni bicchiere era mezzo pieno, ogni strada un traguardo, ogni siepe che incontrava uno sfizioso gioco invece che un ostacolo.
Biscottini brutti ma buoni di farina di ceci
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Ingredienti

  • 280g di farina di ceci
  • 100g di nocciole
  • 80g di olio di mais
  • 30g di farina di cocco
  • 1 cucchiaio di cannella
  • la scorza di 1 arancia
  • 80g di zucchero di canna integrale

Preparazione
Frullare le nocciole con lo zucchero integrale, la scorza d’arancia e la cannella. Quando il composto sarà omogeneo, unire la farina di ceci e quella di cocco. Aggiungere acqua e olio di mais e impastare, ottenuta una palla lasciarla riposare in frigorifero per una mezzora, quando è pronta stenderla su una placca sulla carta da forno in uno spessore di circa 1/2 centimetro. Infornare a 180° per circa 15 minuti o fino a quando è dorata, quindi lasciarla raffreddare e tagliarla a quadretti o della forma desiderata.
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Note
Ricetta ripresa orgogliosamente dal libro di Marco Bianchi I magnifici 20, le buone ricette della sana alimentazione, Ponte alle grazie, 2012

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18 commenti su “Che domenica bestiale, la domenica con me
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  1. Rivestire il senno con un capo dismesso, non abituarlo con capi trasmessi, né abusarne con grattacapi rimessi al senso su misura. Il senno in disuso è svestito del logoro abito, uniforme.

  2. Ami quindi il nostro “Vate” abruzzese , cara Elisabetta, e mi pare che questi giorni stia andando bene…domenica compresa! Forse peccato il pareggio della Fiorentina ..! Ma importante che stai bene tu sempre forza mò !!Ti abbraccio!

    1. la fiorentina ha fatto schifo -___- l’ho vista in diretta che pena, alla fine me ne sono andata a letto, sì in questi gg sta andando parecchio bene sono soddisfatta, forza mò! quanti gg sono ora te? io 13

      1. Mia cara , meglio allora consolarsi con..la bistecca alla fiorentina! Bellissima notizia che stia andando parecchio bene , e allora sempre forza mò! Bravissima !! io cinquantasei a oggi!

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