Metà della meta

Oggi pensavo di fare un passetto fuori casa, ad esempio una follia, arrivare ai giardinetti qui davanti, quei progetti ambiziosi che vengono solo alle 5 di mattina quando ci credi davvero e senti potenza nelle intenzioni, e lo vuoi immensamente, e fai i giuramenti, i fioretti, le liste di alimentiNO che non mangerai mai più mai più in eterno e per sempre e potessi rimanerci secca se anche solo ci passi accanto e non tiri dritto radicale schifata all’idea che stiano nei supermercati e non negli armadietti lucchettati del reparto tossicologico. Io pensavo di farmi un giro, infilarmi addirittura le scarpe, giusto 10 minuti compresa l’andata e il ritorno, cronometrato anche la scelta della chiave giusta al secondo tentativo. Ma poi non c’ho voglia, c’ho fame c’ho sonno c’ho freddo c’ho le cispe c’ho il pigiama c’ho il tè sul fuoco piove c’ho la pressione bassa c’ho l’uggia c’ho il letto sfatto c’ho le luci accese c’ho le croste c’è la gente son triste c’ho paura c’ho da finire il capitolo son stanca son malata c’ho la testa piena c’ho la testa vuota. Ma soprattutto non c’ho voglia.

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