E allora attaccatevi al…Cuore.

E allora attaccatevi al…Cuore.

 

…E allora attaccatevi al…cuore.

NON mi ci iscrivete ai “gruppi”. Di qualsiasi tipo. Nella vita ambisco a qualcosa di più che essere vista per dovere e per forza e non per vero interesse. Voi stateci pure a farvi cuoriciare (?) come se fosse più importante, degno,  di un riscontro sincero.

Mi arrivano in media 2/3 “gentili” inviti selvaggi a gruppi di qualsiasi tipo, ma per lo più di Scambio Like.

Al che la mia risposta è, periodicamente:

Non mi interessano queste cose sono per la spontaneità e la genuinità dei rapporti e dell’eventuale stima sia online che offline. ti ringrazio comunque ma non sono il tipo per scambi di favore e non amo riceverli se non per sincero interesse .

Ormai potrei farne una nota fissa da copincollare per ogni replica e declino. No grazie.

..E quando per ingenuità e inesperienza in passato ho mancato di dissociarmene prontamente, me ne sono amaramente pentita, intristita e inorridita, per uscirmene di corsa lasciando la nessuna traccia che si meritano per avermi invece tracciato e scambiata per una così, di quel tipo di gente la cui conversazione tipo si basa su un botta e risposta di” ehi se hai di meglio da fare”… ⏩Sì ho di meglio da fare, e avevo di meglio da fare anche di leggere sta stronzata, SE SOLO TU NON MI CI AVESSI INTRAPPOLATO subdolamente senza alcuna mia volontà né consenso. 

Non si forza il dover piacere per forza, esclusivamente per avere un ritorno di favore di persone a caso che stanno pensando solo a farsi ricambiare il favore, 9 volte su 10 senza nemmeno inoltrarsi a vedere i contenuti e interagire animati da vera simpatia, stima, o interesse.

Non si piace a tutti: mettetevi l’anima in pace che se dio vuole NON tutti ci conoscono e NON siamo così importanti da estorcere un voto o un cuore o una parola di circostanza, ma siamo ABBASTANZA importanti e intelligenti ( se solo azionassimo il tasto ON del cervello) da pretendere e dare valore alla la limpidezza e onestà in qualsiasi relazionarsi online e offline.

Un singolo e unico cuore simbolico spontaneo vale millemila cuori clicckati finti di cui, personalmente, mi vergognerei.

La verità  fa male ma fatevene una ragione, ci sono persone che Non ci stanno a ste nuove trappole silenziose: il mondo non è SOLO degli opportunisti e degli ipocriti:  (ehi persone con un minimo spettro di coscienza parlo a voi, è RESISTENZA! ribellatevi, dite no, non piegatevi, aprite un libro o leggetevi l’anima e vivete con meno presunzione e più felicità a conti fatti. Non pensiate di essere così meravigliosi, favolosi, per diritto divino, che la gente debba cuoriciarvi/seguirvi/votarvi se no vi indispettite come bambini viziati e capricciosi

non pensiate di far parte sì, ok, di un “gruppo” aleatorio e ipotetico, ma quello di cui aver davvero paura e a che prezzo? (a seconda dei casi e dei livelli patetici dello scambio)

Per cui se non avete proprio intenzione di mettere del contenuto -quale che sia- non pretendete poi a priori un feedback che ci vuole sudore e spesso solitudine, noia, dolore, se mossi da spontaneità e passione nell’esprimerlo e trasmetterlo in immagini, parole, vera condivisione.

Ma quanto vale di più incrociare un cuore meno numerico e più Vero?.

Forse non sapete neanche che significa.

Non si piace a tutti menchemeno se te lo dice una “pseudo-autorità” di capogruppo “social”.

E per fortuna: hai mai visto davvero chi sono “sti tutti”?

Ti piace essere cuoriciato da una persona di mmmerda che vuole solo il tuo cuore indietro????

Da me riceverete solo compassione. Non lo voglio un cuore senza valore. E non svendo il mio. Quello vero.

Poi Contenti voi. Ma Fatevi una cultura, vivete la gioia dell’amicizia vera, e viviate anche il dispiacere – umano-, ovvero la saggezza, di essere né più né meno di tutti e di nessuno.

Concludendo

NON mi ci iscrivete ai gruppi scambisti che ti invitano “gentilmente” ma poi ti stressano, opprimono, intasano la mail o il profilo che nemmeno le sette sataniche, che sia su instagram, su facebook su cazzo ne so.  NON mi mandate messaggi privati a caso per farvi votare per il cazzo-di-concorso-ne-so.

Oltretutto, se proprio non avete il benché minimo rudimento di onestà intellettuale, ma mi fermate alla Forma, è ANCHE cafone e maleducato.

Finisce che vi voto perché, IO, non sono una brutta persona. Ma avete la faccia come il culo e nella vita attaccatevi al Cuore.

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Libri che t’ammazzano, ma noi mangiamo

Libri che t’ammazzano, ma noi mangiamo

Approfitto del mio riposo forzato-febbrucola per sfoderare parole sempre messe in ombra dalle più liete ricettine 😜

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C’ è questo libro di cui non mi sono mai decisa, titubante e forse a lungo turbata in modalità silenziatore-latente, a scrivere apertamente se ne fossi infine giunta a conclusione. Alla luce di una digestione metabolizzazione lunga mesi, in cui mille parole mi sono venute in mente e mile altre mi hanno fatto scuotere la testa cestinandole o addirittura mancandomi, posso riassumere con una bozza spezzata non più lunga di un post, che un parere ce l’ho, e cosa per me strana, è un sommerso e salvato a maturazione inoltrata.

C’è questa Una vita come tante che fino a pagina 800 ti chiedi dove voglia andare a parare: troppo dolore, troppo marcato, troppo eccessivo anche per chi di dolore ne ha visto e vissuto in abbondanza sulla pelle reale, troppo, finanche, scritto male stilisticamente parlando, locuzioni prolisse, spiegazioni immotivate in pessima consecuzio tempore, verbi spaiati e inconcordanti tra persone, tempi e modi: spiegazioni lunghe senza spiegare nulla. nemmeno mia nonna con la terza elementare distillava il tempo così ingenuamente facendo i famosi preamboli della guerra.

Poi.

SbaBam! Da pagina 801 (più o meno)…. cambia. Sembra neanche scritto dalla stessa persona.  Non rimedia al dolore gratuito inflitto al lettore, ma , quanto meno, ne da una spiegazione, una radice, un mezzo parafulmine in cui farlo estinguere, un senso in cui il dolore si può inserire nella terra:  finalmente invece che aggratis il dolore che da al lettore te lo fa pagare snocciolandosi, la stessa storia diventa se possibile più vivisezionante, più una fitta affilata, e meno un morbo cronico degenerativo senza un perché.

Un libro che vale la pena di essere ODIATO fino a tre terzi, per poi sopportare, arrendersi, e scoprirsi amare la propria ingenua e indistruttibile voglia, l’infinita sete, d’un impossibile lieto fine e finale vittoria della forza umana, contro i mulini a vento dell’ineluttabile cruda realtà.

 

….

Comunque il momento ricettina per tirarsi su il morale ve lo lascio và😜, se no qui mi muoionogli amati seguitors dall’angoscia e dal digggiuno

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BuonWvenerdì!!! Che si mangia Betta? ⭐️#Insalata tiepida di 5 cereali, lenticchie rosse e zucchine!⭐️😋 Condita da un emulsione di olio, #limone e pepe, e accanto la mia superinsalatafresca #indiviabelga #pere e #mandorle, stesso condimento emulsionato. This is GOOD MOOD FOOD!😍 (Te pareva che l’avvicinarsi tanto agognato del weekend non fosse direttamente proporzionale all’impennata (vooooooooom✈️) del mio raffreddore, ma io dico che ci mettono nella tachipirina invece delle molecole, le morositas🍇 ???😳🤔 Voi che programmi avete igerz per il fine settimana? Io devo assolutamente farmi forza e fare un salto al super: la settimana prox mi arrivano tanti bei prodottini nuovi e sani da provare e di cui scrivere per cui voglio avere un po’ di basi in dispensa per scatenare igggenio creativo😂 e poi mega rifornimento shampi e balsami che sono tutti a fine e non mi par cosa di lavarmi col gingerino😂 (non fosse altro perché me lo voglio bere, e che lo spreco così?😌)) ➡️⭐️Ricetta leggera, sana, completa e veloce dell’insalata di cereali lenticchie e #zucchine (se ne fate in quantità doppia è ottima anche fredda da portare nella schiscetta al lavoro, o al picnic, o sul divano😜) x 1 persona * 60g mix di #cereali in chicco a cottura veloce (#riso, #avena, #farro, orzo, grano #integrale) * 60g #lenticchie rosse secche decorticate * 1/2 zucchina grande (o 1 piccola) * 1 cimetta di broccolo tagliata fine * olio evo * limone * sale e pepe q.b Versate le lenticchie in una pentola e ricoprite d’acqua fredda per il doppio della loro altezza, portate a ebollizione leggera e lessate a fuoco medio per 5 minuti senza salare, versate nella stessa pentola anche il mix di cereali, le zucchine mondate e tagliate a cubetti, e i pezzettini di broccoli, aggiungete poco sale e portate a cottura tutto insieme per il tempo necessario a cuocere i cereali (di solito 12 minuti) e le lenticchie finiscono di cuocere. Scolate lenticchie, cereali e verdure e trasferiteli in una ciotola o tazza. Condite ancora tiepido con una emulsione fatta sbattendo 1 cucchiaio di olio, il succo di mezzo limone, poco sale e abbondante pepe nero, mescolate per far amalgamare i sapori. ⤵️

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Immaginarsi le cose diverse

Immaginarsi le cose diverse

 

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Ma chi me l'ha fatto faaaaa😂😂😱😨😣 . (…gli aculei😒😒) ed è anche il tema del pensiero m'è venuto mentre ero affaccendata: ma chi me l'ha fatto fa per una vita di star di merda nell'impossibilità di farmi amare da persone che ne traggono solo sollievo e diversivo e che hanno trovato il loro unico senso nella tranquillità di non mettersi mai in discussione esonerati dal flusso della coscienza causa figlia malata grave. Ma anche solo per dispetto e non rendergli il giochino facile e liscio mi libero di stammerda di anoressia fino in fondo e dispiego ogni singolo diritto umano e interiore che mi spetta sulla strada davanti a me. Sarà uno stradino, uno straducolo, un vicolo, uno sterrato col calesse? bene, ottimo, a questa strada do il nome di una persona che si è dimenata fino alla fine dalle catene. Buon appe gente bella! (Ps…ma chi me l'ha fatto faaaaaa😱😱😱😣😣😣😣😬😬che ora in due secondi li fo fòri sti ricci e porcospini😂😂😂😣😂😂😂😋) buon pome poi scappo al lavoro💖💜💛💚💙✌🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁forza eh #anorexiarecovery #paleobowl #veggies #sweetpotatoes #patatedolci😋#avocado #avocadolove #paleofood #paleolife #paleocooking #paleoeats #healthyfood #eggs #lowbudget #paleo #lunch #foodporn #edrecovery #edfighter

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Tutta la materia si può aggrappare

Prendetemi con la paura. Prendetemi che parlo un po’ e sto trecento anni in silenzio, continuando il discorso fino alla frase perfetta, non dirò mai perché era quella che ha avuto voce, se doveva trovare la sua acustica,  così com’era, che l’ho detta e l’ho detta e l’ho detta io, non si può ma si può. Prendetemi che mi raggomitolo sbadiglio e  rannicchio, la pelle rappresa nella pancia con le ditate. Prendetemi con le belate e i ladrocini vili e i sotterfugi, e i mille piani per non scalare un gradino nel raziocinio sociale, sono brutti come tutti brutti sono i ricatti e le storture ai bambini. Prendetemi che io di tendenza empatica non giudico nessuno, e non perché non avrei le dita che mi pizzicano di giudizi, e che sono di quella specie là che ce l’ha in bestia ammorte solo con i genitori, e con loro ci da giù pesante, no che ci va a ballare. Prendetemi che viene mia sorella con le mie nipotine e la madre impedita e cieca e agonizzante e incapace di strapparsi da sola una vaschetta di prosciutto infilarsi una ciabatta di rivolgermi il buongiorno una mezza parola se non l’urlo montato a lapillo di neve improvvisamente cammina scende sale imbrocca il buco della chiave il buco dei calzini ai giardini e gioca, con le nipoti, col sole che si imbatte e scherma nelle bende e tra gli occhiali neri, che rende ossuta e storpia la mia stampella rincarata che doveva sorreggere anche i rancori i nodi legati al dito inciprigniti e i cazzicomodi, e non può neanche guardarmi negli occhi a dire: sono venute, te le ho portate via, perché tu non le vedessi, perché loro non vedano te. Prendetevela, questa madre. E a me non vi fermate proprio, ché l’anima di Elisabetta me la tengo stretta io. Con le ditate.

Se hai perfetta la teoria, alla pratica non ci vai.

Pensieri variabili e tanti. Quanto nervoso. Quanta voglia di ridere e voglia di togliere questo freno a mano. Quanta voglia di leggerezza più che il corpo si appesantisce. Quanta voglia di avere un’ossessione totalizzante e sentire per una volta, che lasciarmici andare fino in fondo, è la pazzia giusta, fosse anche sbagliare di grosso MA sentendomi nel giusto, perché è 100% quello che voglio, non voglio più sbagliare cosciente di sbagliare. e continuare a sbagliare. e continuare a essere cosciente.
voglio vincere qualcosa sapendo di meritarlo. voglio eccellere sapendo che sono stata il meglio, non voglio più tagliare tutti i rami a un albero che non ho neanche piantato. senza acqua per crescere. senza terra intorno. senza un luogo. senza una specie. senza interscambio coi vicini di flora, contatto e tolleranza al concime, senza sentirsi Natura. Ma una vita passando intorno guardinga girando intorno vile e fifona a una zappa a decidere se afferrarla. E il dubbio che sfinisce, ogni muscolo e protèsa e forza nel braccio alla fine mangiati dal percepire nelle viscere il dirompere il rigoglio dei giardini altrui, che lavorati curati o selvatici, vivono e vivono e vivono, bellissimi e bruttissimi, viventi, malati, viventi, ordinati o deviati, morali e immorali che se ne freghino o se ne sbattano il cazzo, che siano alberi sacri e saggi o che denutrano i limitrofi rubandone nutrimento e radici, e vivente il loro verde e viventi anche i loro vermi vivi a infestare il mio, quello che neanche esiste, che è solo l’ipotesi di un seme senza la pazienza di nascere, quello a cui si nega la botta di culo, il caso, la fatica e la sconfitta il sudore il lavoro e il terriccio gli si nega la forma la direzione in cui crescere il colore e il mutamento del colore la ciclicità delle foglie il significato del nome e il destino di essere regalato per amore, il dolore la ricerca dell’aria del sole e del cielo si nega e soprattutto la speranza, perché sararebbe stata anche volentieri l’ultima a morire, ma qualora uno avesse vissuto, col quel guscio mummificato che invece si è tenuto in mano.

Una risposta nulla.

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Cosa può succedere quando c’è una mano che trema in questo #insta e non è quella che scatta, almeno non in modo percettibile, ma quella che cristallizzi in un click di fronte a te per farla fermare e e fermare pure -per favore- il mondo. Cosa può succedere quando una madre tua madre sta stesa in terra urlando che ha perso la testa e che sta al buio che aiuto aiuto aiutami, cazzo! mamma come posso aiutarti? NON puoi aiutarmi vai via, mi aiuti se te ne vai lasciami sola. mi giro, nuovamente, di pochi gradi, in attesa e mantenendomi vigile e.. aiuto!aiuto!aiutami cazzo demonio! COME VUOI CHE TI AIUTI MAMMA, RESPIRA, DIMMELO, CHIEDIMELO. AIUTAMI A CALMARTI. VAI VIA NON MI AIUTI MI FAI STARE PEGGIO. e di nuovo mi sposto, appena, cercando di respirare io al suo posto, vigile, a portata di occhio, e aiutami,cazzo,muoio! Ok mamma, rewind, reset, cosa posso fare per aiutarti? NON mi aiuti!oddiomuoiomuoiomuoio. Non voglio che muori, posso aiutarti a sopravvivere finché non muori più, mamma? Dai. Ti prego. No! Lasciami morire. Ok va bene, sono qui accanto. Aiutamiiiiiiii VUOI lasciarmi morire? No mamma. E cosa può succedere quando aiutoaiutoaiuto e infine rispondi con l’ultimo controllo nell’ultimo dito del pugno strinto, io sono qui, ti posso dare il MIO aiuto, dimmi tutto. “Ma io stavo chiamando la mia mamma”.”aiuto lo chiedo alla MIA mamma!Mamma!Vogliolamamma mia, NON TE!”.
Va bene. Cosa può succedere. Cosa succede. Non può succedermi nulla. Perché la nonnina è attraverso di me, con me. La nonnina è dentro di me a proteggermi ANCHE DA QUESTO.
A mangiare lo stesso cosa succede, ok, portarsi sul piatto. Strascinarsi verso il piatto. Spostarsi e portarLA. Cosa succede a avere un solo perché da giocare per allentare quel pugno: Perché la nonnina non avrebbe permesso che nella bolla di angosce e dolore affogato che sono ben oltre la mia comprensione e il mio potere assorbente…morissi da spugna da magnète opaco anche un po’ ognivolta io. Una morte molto più sottile e senza ritorno del morire di fame. Nonna non l’ha permesso quando avrei potuto morirne davvero, quando davvero avevo solo l’impotenza di una bambina come scudo e un avvocato stratega della vergogna da imparare a memoria, a maggior ragione non lo permette adesso che sono a scuola di coraggio. Nonna direbbe e dice: amore, vieni è pronto, non è successo nulla! (Dududù. Dadadà.)