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Le vite degli altri sembrano sempre semplici, lineari, invidiabili, e crediamo sbagliando che la nostra sia contorta, complicata, diversa, ci crucciamo di quello che non abbiamo o delle cose che abbiamo troppe, vediamo giovani madri carine e inverosimilmente magre sorreggere con una mano un passeggino e con l’altra il gelato e pensiamo che noi siamo senza uno straccio di uomo che ci cinga per tutti i centimetri delle spalle (e ti ingozzi di saliva e inverti la rotta delle lacrime su per il naso quando ti dice sento che potrei fare anche un figlio, con te, adesso) anche se si è così ingrassate da avere il doppio rotolo molle come un tubetto di maionese sopra i fianchi e non pensiamo che quella sta contrariamente guardandoti svincolata da legami e quanto cavolo sei fortunata a non avere da litigare per chi tiene il marmocchio rompipalle stasera. Invece eccone un’altra: Sono schizofrenica. Cioè, sono di nuovo felice, e questo è bene, se non fosse che la velocità con cui si susseguono i miei sbalzi di umore mi fanno presagire che domani sarò di nuovo in paranoia, e questo è male. vediamo, mi metto a contare i giorni dispari? uno sì e uno no? è meglio che niente, mi ripeto. Mi devo accontentare? Comincio a credere che a giorni alterni sarò sempre malata e odiosa, perché io sono odiosa, e lo deve sapere l’universo maschile e femminile e animale e floreale tutti devono sapere che devono starmi alla larga, che sono una pazza furiosa! Comunque, prendiamo quel che c’è di buono, oggi è una giornata ok, la visita dallo psichiatra è andata meglio del previsto, per ora non hanno intenzione di rinchiudermi, la loro pazienza è infinita, e la loro clemenza è magnanima, io non sarei una brava psichiatra, io perderei molto presto la speranza e la fiducia nelle persone un po’ matte, sanno bene che se dovessero portarmi all’ospedale, sequestrati tutti i fili del computer, accessoriata solo di posate di plastica, ricoperto ogni spigolo di lattice intorno ai tavoli, la televisione prudentemente incastrata lontano dalle docce, io avrei la volontà e la forza di smettere coscientemente e volutamente di respirare, saprei contare fino a mille e raggiungere presto l’oblio, non ho tanti neuroni in testa da spegnere, ci metterei poco, però dicevo oggi è ok, non ho neanche litigato tanto con la mamma per la spesa, ovvero, non più di dieci minuti (tantaroba,brava!) perché le altre volte l’incazzatura (sua) e lo squittìo arrogante (mio) si strascinano per mattinate, sconfinano in stanchi e rabbiosi pomeriggi troppo luminosi e caldi per il nostro stato d’animo e quando va male si coronano di facce stravolte dall’odio, sputi, ceci e rosette di broccoli pestati sotto le ciabatte, schegge di vasetti rotti, scatapesciamento dei tulipani dentro ai vasi, coltelli sferrati, mobili spostati, cassetti rivoltati, parole violente e risentimenti dolorosi. Poi ho telefonato a lui che era preoccupato quanto e più di me che mi portassero via direttamente in mabulanza senza passare dal via. Un po’ per un attimo ci ho sperato, perché lui mi potesse rapire e regalare la vita meravigliosa e clandestina in un ranch texano con tanti cavalli e tanti bambini a gridare papà! papà! che ho sempre sognato. La mia vita segreta. La mia casa sperduta dove poter insegnare ai miei figli come diventare dei pazzi scatenati a regola d’arte. C’è molto da imparare da me, sono una vecchia saggia pazza. Non mi odio per questo. Non è più così, mi piaccio abbastanza (in barba alla modestia, ne parlavo ieri con Alessandra, è un tipo di gestualità e atteggiamento umanamente inutile per l’autostima, forse funzionale alla socialità, ma perché non amare gli altri tanto come si ama se stessi (tanto)? lo diceva anche…aspè che ci penso…uno famoso (ha!), se ti dici troppo che non ti piaci, finisci per crederci) non cambierei nulla di me stessa se non la mia malattia, che non sono io, è come un grilletto nel cervello, basta non infilarci il ditino dentro e giocare pericoloso, fare finta di giocare, perché prima o poi parte il colpo e di solito l’arma è puntata verso di te. La mia malattia è stata vorace, e non è mai contenta, non si è accontentata di distruggere la storia della mia vita, se non si fosse intromessa a quest’ora mio figlio potrebbe fare la prima elementare e io, che sarei stanca dopo la piscina alle sette di mattina per trovare il tempo, starei zoppicando per portargli lo zainetto. Le tue bellissime mani da pianista, è tutto nelle mie mani, il dottore dice che sono sotto stress anche per questo rapporto intricato che ho con l’uomo che è mio solo per metà, che si è arenato nelle vicinanze del mio cuore quando tanti anni fa ha buttato l’ancora. E mi ha detto tu puoi fare la progressista quanto vuoi, ma non puoi annegare il dolore di avere mezza mela rossa (dibiancaneve) con tre chili di mele verdi. Ma io sento che proprio quando sei sotto scacco matto, puoi fare la mossa vincente.

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38 commenti su “Le vite degli altri
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  1. Le vite degli altri sembrano tutte perfette e lineari perchè ci sono moltissime persone che non dicono la verità sulle loro vite. E’ troppo rischioso mettere in piazza, come facciamo noi ogni giorno, ciò che si sente davvero, ciò che si vive davvero. Molti non lo fanno, si creano delle vite alternative qui, delle vite virtuali in cui sono felici, sempre contenti, sempre perfetti.
    Se ti piacciono le mele rosse non continuare a sbocconcellare mele verdi. Ha ragione il dottore quando dice che ti stai vivendo una storia a metà. Tu vuoi la mela intera, perchè non te la prendi? Se non è quella che stai mangiando adesso vuol dire che sarà un’altra. Se lui non ti offre la mela intera vuol dire che non ti ama abbastanza. L’amore vero vince qualsiasi limitazione, qualsiasi confine, qualsiasi obbligo, familiare o sociale. L’amore è forza e coraggio. Tu hai bisogno di avere una mela intera, non accontentarti!

  2. a me questo sembra decisamente più vero. delle “vite felici degli altri”. si illudono in molti sulla felicità, come se fosse no stato permanente, una volta raggiunto non te lo toglie più niente e nessuno. e invece.

    1. Ma dai, ma dove sono queste vite felici, lineari e perfette degli altri??
      Non è che vedi quello che vuoi vedere?
      Penso che se ciascuno dovesse raccontarti qualcosa di sé, cambieresti istantaneamente idea!
      Non dubito che la situazione della mezza mela sia al limite dell’insostenibile…ma forse non ancora abbastanza da farti fare lo scacco matto a te.
      Non mi sembri così fuori di mela, riesci bene anche a razionalizzare quello che vivi, vai tranquilla, la tua malattia è superata ok, ma ti resta l’amarezza di una situazione che non ti piace e tutto lo stress che genera…vai tranquilla…e farai la mossa vincente perchè sei ok!
      Adios…

    2. E’ bello leggerti, è bello davvero. Nelle tue parole c’è del talento vero. Da alcuni blog si passa per “cortesia”, qui si passa per interesse. E’ tantaroba.

        1. e mi ero persa pure questo post…. Betty non puoi guardarti in giro e paragonare le vite degli altri alla tua! Se sei giù vedrai sempre gli altri migliori di te e più felici. Ma non si puo’ essere sempre felici. Tutti hanno dei problemi, chi più, chi meno.
          Tutti affrontano delle situazioni spiacevoli prima o poi. Certo che avere una storia sentimentale travagliata (cioè avere una mezza mela) non ti può aiutare.Tu hai bisogno di una persona speciale che ti faccia sentire speciale e che ci sia SOLO PER TE.
          Ci sono tante mamme in giro col passeggino le vedo anche io che sono magre.
          Sai cosa penso subito? sono i loro bimbi che le fanno correre avanti ed indietro tutto il giorno, è per questo che sono magre. Forse millenni fa quando soffrivo anch’io di disturbi alimentari avrei paragonato il mio corpo al loro. Anzi, l’ho paragonato sempre alle altre per la strada, alle mie compagne delle superiori e a tutte le donne che vedevo.
          Puoi guarire ed essere una come me che non pesa più 35 kg, ma 50 scarsi, e nessuno mi ha mai detto che sono grassa o schifosa. La mia mente per fortuna non me lo dice più.
          Ti auguro buonanotte, adoro i pigiamini bambineschi ed anche mio marito li adora!!!
          kisses

        2. Betty, credimi: anche dietro le facce più raggainti dell’universo c’è del dolore, ci sono difficoltà. Più grandi. Meno grandi. Adesso. Prima. Dopo. Cioè, ci sono tante variabili, si, ma tutti hanno o hanno avuto o avranno problemi.
          Solo che a noi che ne abbiamo magari uno grosso gli altri sembrano felicissimi.
          E’ normale. Quanto di più normale ci sia. Quindi in fin dei conti non sei malata, sei normalissima 🙂
          A parte le banalità…dai, forza e coraggio.
          Certo però cheun pò ti capisco…vuoi mettere una succosa e dolce mela rosso fuoco con quelle sciocche e aspre mele verdi?
          Ma l’altra metà della mela rossa è proprio inaccessibile? Lo chiedo perchè sono qui a frequentarti da poc e non ne so poi tanto ancora di te 🙂

        3. Un tale, anzi, molti tali più famosi di me hanno scritto che si può voler bene a qualcun altro *soltanto se* si vuol bene a se stessi. Io aggiungerei un “in maniera sana” dopo “qualcun altro”, per il resto sono d’accordissimo…

        4. tutti vedono sempre più verde l’erba del vicino, ma in realtà cosa si nasconde sotto? spesso pensieri e problemi tormentano tutti, ma sono sicuro farai una mossa stravincente 😉
          un abbraccio

          1. Tanto tempo fa (così ora mi appare quel lungo periodo) pensavo che gli urli provenienti dalle finestre del palazzo di fronte, non mi appartenessero. Invece, ero ancora inconsapevole che gli stessi urli silenziosi li avevo dentro le mie mura.
            Questo per spiegarti che nessuno è indenne dai problemi.
            Le mamme coi bambini!?! Ah…quanti casini tra pannolini e pappe quando sono piccoli…e da grandi, dispiaceri ancora più grandi. Che, poi, genitori non si nasce ma si cerca e si ricerca di imparare. Che poi, ti becchi tutte le stronzate che fanno e ti prendi pure le colpe.
            Che poi ti ci senti in colpa perché, in ogni caso, ti fa male lo stomaco e la bile.

              1. si di mamme non ce n’è una sola perché noi donne con grande generosità siamo mamme di tutte/i…..ma io sono quella vicina!!!! (bene e purtroppo)

            1. Al mestruo devi dargli tempo. Ora che gli adipociti ci sono di nuovo e si sono riempiti e moltiplicati prima o poi l’ipotalamo e l’ipofisi se ne accorgeranno.
              Anche io guardo spesso le giovani madri con gelato e carrozzina e mi faccio tante domande sulla mia condizione ma tanto sono solo domande che fanno stare male.
              Dieci minuti di arrabbiatura con una genitrice ci stanno dai =)

              1. ps grazie delle info sul mestruo. forse può dipendere anche dallo stress? perché io ora sono tornata normopeso e mangio vegan ma equilibrato (grassi, zuccheri, proteine veg abbinate a carboidrati)

              2. Le vite degli altri sembrano sempre felici…
                si, forse … ma anche no, forse non sono felici…
                tesoro, tu non sei schizzofrenica o pazza… tu hai solo bisogno di uscire da questa schiavitù che hanno messo addosso… come un marchio.
                In questo mondo tutti abbiamo qualcosa che non va… alcuni sanno a chi affidarsi e a chi rivolgersi altri no… altri hanno purtroppo la sfortuna di avere delle etichette… un marchio messo li… e nessuno ci pensa a togliere sto marchio.
                Solo Dio può aiutarti in ogni momento della giornata… darti la forza di andare avanti… affidati a Lui ed ogni cosa nella tua vita cambierà.
                Bacio tesoro mio

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