Errata corrige: non sono pazza, sono solo una che applica l’effetto scarabocchio alla vita. Lo psichiatra mi ha detto che devo proprio prendere il tavor e non dimenticarmelo casualmente nella scatoletta e preferirgli un filone di pane pullman. Lui m’ha detto va bene il farmaco, basta che non ti tiri giù le tette come effetto collaterale. Però scrivere è la mia piccola magia. Oggi sono anche zoppa, il Dott.House a confronto piroetta sulle scarpette a punta, e i miei biscotti sono diventati una frittata!. Da grande (da vecchia ormai) invece voglio fare l’assaggiatrice di creckers. Perché l’insulso e sottovalutato crecker a metà pomeriggio è importante tanto quanto il dolcino a fine pasto. Per me. Per tutti non dite di no. Una tappa obbligatoria di ogni fase della vita. In ricchezza e in povertà. In salute e in malattia. Il crecker è democratico! la nuova regola è: un pacchetto diverso al giorno. Quelli integrali faranno tanto bene di qui e di là (soprattutto di là) ma i preferiti restano i poco salutari Ritz, e giuro che non mi hanno pagata per questo né inviato confezioni regalo (però se qualcuno volesse farlo il mio indirizzo di posta è blah blah). Memorandum: non ti devi mortificare non ti devi mortificare non ti devi mortificare: le bolle scarnificate sul viso sono la mutilazione corporale del tuo stress, circondati di fiocchi, colori e biscotti (anche se ti si squagliano depressi sulla teglia e ti si attaccano fra di loro – ehi, i miei biscotti si vogliono bene!-). Certo che, pensavo, finché non son suocere, le mamme son tutte belle.
Dimmi tutto!