Ma se ci penso che è l’immacolata e io sono a casa e non chiusa in psichiatria mi spavento. Non è mica una cosa così scontata, per me. E’ anche una roba troppo grossa. Ho cliccato su mi piace di MasterCard su Facebook, soprattutto mi piace quella di mia madre. Via, cari paparazzi, seguendo il consiglio di un’amica, e relegando la terza-persona-passato-remoto10.000battute alla stesura del racconto, torno a parlare in prima persona e annuncio ufficialmente che devo pulire la casa e mettere i piatti rossi per il compleanno di mia sorella non posso stare qui ad avvizzire al mac. Un grazie alla mia mamma per il pranzo di oggi, le comunico che il gene artistico della famiglia forse sta germogliando lentamente e tardi in me dai semi oleosi del nonno, sto disegnando per l’Irene, tra poco farò le orecchiette alla crema di ceci. L’astinenza da dolcificante è peggio di quella da alcol, lo confermo, ma tengo duro, quella roba mi uccideva! Di fretta prima di piegare coperte e apparecchiare e molto poco di nascosto confesso che oggi ho vissuto fuori di casa/vaniglia: ho preso il caffè con un’amica e poi sono uscita con uno a cui piaccio, cioè, boh, credo, mi ha regalato un orsetto pieno di baci che ho prontamente rifilato al babbo. Chissà cosa vuol dire. Io sono un po’ stufa un po’ stufa marcia di essere single, di stare fissa al mac, di camminare mano nella mano con me stessa, voglio singing in the rain, voglio essere fuori moda. Ps: le orecchiette sono venute buonissime per la prima volta da anni ho mangiato la pasta la sera (già è un evento che la mangi di giorno!) , la festa è stata bellissima, i regali erano bellissimi, l’albero era bellissimo e sbrilluccicante, il mio pigiama era bellissimo, mia sorella era bellissima, il babbo era buono e simpatico, Pietro era ciarliero, io posso mettere una crocetta sul calendario del mio primo giorno senza ingerire porcherie, mi manca un po’ la mamma ma me la ciuccio domani sera con la sua ramanzina sulla mia uscita col 40enne, nel frattempo dormo, e sogno.
Dimmi tutto!