Non sopportava davvero più quella cantilena. La mamma respira, la mamma tossisce, la mamma indica la cannuccia e ha sete, Laila! non lo vedi che ha le labbra screpolate, porta alla mamma la padella, ecco, si è bagnata, lo sapevo, non sei stata a controllarla tutto il tempo! Tutto riportava alla mamma, lo spazio e il tempo erano scanditi dalle esigenze corporali che non potevano più essere autogestite da un cervello che comanda, che mantiene. Non aveva più un padre per sé, da quando la mamma si era ammalata. Si doveva dire così, non si poteva dire in giro che aveva perso la testa. Nessuno doveva sapere che lei parlava più ai gatti che con loro, che erano la sua famiglia, ai vasetti di piante grasse, e si rivolgeva a lui col nome del suo primo amore, che era stato così tanti anni che lei non era stata ancora incamerata nel mondo delle idee, delle intenzioni. Sentiva il retrogusto della possibilità della sua assenza, di quell’universo in cui lei poteva non esistere e in cui tutto forse sarebbe andato diversamente, con quell’uomo dal viso fissato eternamente sbruffone e giovinetto col basco militare calzato un po’ di lato sulla foto in fondo al borsello delle vecchie cose, e non con suo padre che adesso si era ridotto a un nervoso telecomando di gomma che aveva passato la vita a rincorrerla, a rincorrere bambini, e che la zittiva per non mancare le parole sconnesse che potevano avere un qualsiasi significato, ma che per lui significava amarla, ascoltarla ora, con tutto quello che aveva da dire, con tutto quello che c’era sempre da fare, per mantenerla pulita, sazia, contenta, per permetterle di essere sempre pronta a raccontare della vita che non aveva vissuto col suo grande amore. Uscire a comprare le medicine era come farsi da parte, lasciarli soli e indaffarati, a chiedere chiedere chiedere, a dare dare dare. Sentiva suo padre imprecare con la voce che si mescolava a quella della radio, perché l’acqua che aveva bollito era ancora troppo calda per tamponarle la testa, si sentiva un’intrusa e in colpa perché avrebbe voluto essere morta piuttosto che non essere neanche riconosciuta, che dovere assistere a quella scena patetica, si affacciò alla finestra della sua libertà e si sentì fuori di testa come la mamma pensò di arrivare in fretta alla farmacia a due gradini sotto casa facendo un salto in quella sua vita ipotetica tutto era a distanza ravvicinata invece saltò dal quarto piano, e quando toccò terra era morta.
Dimmi tutto!