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Racconti brevi

10 modi di morire (n.2)
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Non c’erano ombre gettate a terra. Sparpagliata per la camera c’era biancheria pulita e tutto odorava di gelsomini bruciati reidtratati dall’umido della notte. Lei aveva le spine di grano in controluce che nascevano al posto dei capelli. Aveva le mani intrecciate sulla pancia per attutire il vuoto che scalcia da dentro. Aveva voluto sentire i bachi da seta tessere quando lui soffermava le dita sulle sue guance e poi rifletteva e non si capiva se stesse pensando a quando era piccolo, a cosa avrebbe fatto da grande. A cosa avrebbe fatto ora, questa volta non avrebbero detto dannazione. Poi lei era andata di mattina presto a quel laboratorio di analisi dove il sangue spillava in trabiccoli tenuti a terra con degli artigli e le avevano agguantato il braccio per spremere i suoi ormoni e giudicarli su base scientifica. Non era idonea, non era una candidata felice, ma ci doveva pur essere un modo. Le altre candidate si sorridevano a vicenda con i piedi sotto la sedia che dondolavano in forzata astinenza da caffeina e il chiacchiericcio era fitto e le riviste aperte e l’argomento era politico, diplomatico, ma i loro sguardi erano vistosamente velenosi, probabilmente erano tutte candidate non idonee, e speravano che la nuova entrata lo fosse altrettanto. I suoi occhi puntati sulle suole delle scarpe basse per tutta la procedura, ricamate con della paglia, nuove di zecca pronte per l’estate che incombeva come un rintocco della mezzanotte passata, lo stomaco che si contorceva in silenzio aveva chiesto permesso e poi era uscita a passi lenti, cercando di rendersi invisibile, e poi correndo gettandosi oltre la porta automatica con un silenzio troppo grande dentro la gola, dentro la pancia, e si era piegata in due e poi aveva urlato contro le sue ginocchia, picchiandole, lunghi ciuffi le ricadevano a terra strusciando e raccogliendo cicche di sigarette di futuri padri preoccupati e non c’erano ombre gettate sulla strada ad avvisarla non vide il tir che sfrecciava e lei aveva corso veramente troppo svelta, si sentiva così sola senza un bambino, ed è morta.

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Elisabetta Pendola

SEO specialist. Specialista SEO organica appassionata di cibo, alimentazione sana, colori e buonumore.

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10 commenti

  1. ho messo un mipiace perchè ne avevi solo due e metto un commento perchè ne hai solo sei e tu non sei abituata ad averne così pochi… ma non ti preoccupare vai avanti lo stesso

    1. forse mi devo dare all’ippica

      1. perchè? vuoi finire schiacciata sotto un cavallo?… un altro modo per morire
        (è bella l’idea del titolo)

        1. ci sono tanti modi di morire. e innumerevoli ragioni per vivere

  2. Francesco dice:

    morte di una donna mai vissuta….

    1. ecco, infatti

  3. orpo!
    Però dai, tu sei del tutto IDONEA al mio premio, se vuoi passare a ritirarlo 🙂

    1. grazie tesoro! <3

  4. o porca miseria!

  5. Mi ricorda lAfine del film “One Day”. E’ l’inizio del tuo libro?

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