E quindi lui a mezzogiorno esce con lei e io ci passo davanti per andare a vedere la partita della Fiorentina al circolino, giuro, giuro che non mi scompongo sono pericolosamente impassibile, un fossile sonnecchioso una pietra scheggiata nel midollo una falciatrice selvaggia ma silenziosa nel prato ad ogni passo che mi avvicina a casa sua mi avvio con coraggio dall’omino scanzonato che sussurra frasi oscene nell’orecchio della mamma, con il coraggio lungimirante che non credevo di avere però mica mi attacco al campanello delirante e borderline sbraitando possessione mica posteggio e campeggio davanti al suo cancello con una griglia da barbecue su cui poggerei gli spiedini di quella esotica carnefresca, immagino di telefonare alla Patty e chiederle di insegnarmi la preghiera buddista dell’acqua che scorre, la mamma mi sprona e invita ripetutamente a andare al cinema a non pensare a uscire nel sole prendo il gelato agli stessi gusti di ieri perché erano buoni, perché c’era lui, e non riesco a dormire non riesco a leggere non riesco a mangiare il cestino di fragole che sanno di cetriolo (ma che devo mangiare prima che invadano la casa di ultracorpi molecolari) non riesco a disegnare su Illustrator l’alieno verde e felice che ho cominciato stamattina, mi tremano le mani mentre prendo il caffè e poi la tisana ventrepiatto (news per il club RA- ruttatori anonimi: testata l’efficacia del Brioschi ivi disciolto) e poi sigaretta se penso che mi riduco così per un uomo non sono proprio l’amazzone psichiatrica cubista che mi dipingo, non miro per niente bene la bocca e lascio smussare i filtrini sulle guance poi la cioccolata ventregonfio e sì, la sto prendendo parecchio bene, ma sono per davvero il fantasmino dietro le quinte, la vincente disperata.
Dimmi tutto!