Mi stanno sul culo i comici. Non guardavo la televisione prima e ora che sto dalla mamma devo distogliere lo sguardo quando accende perché non sopporto le battute create su misura per far ridere una grande fetta di popolo che si crede gradassa, intelligente, più in alto perché ride dei soliti doppi sensi adattati al tipo di softporn politico o sessuale dell’ultimo decennio. No, non mi sta sul culo il bagaglino (quelli mi fanno più pena, direi), forse abbozzo un sorriso di nostalgia davanti al primo Francesco Salvi, o al Derrick di Tortora: A me sta proprio sul culo Claudio Bisio. Mi sta sul culo Teo Mammuccari. Mi stanno sul culo Aldo Giovanni e Giacomo. Mi stanno sul culo i Soliti Idioti. Mi sta sul culo la Littizzetto. Mi stanno sul culo anche i più choosy Cortellesi e Guzzanti, o quelli che fanno anche il teatro e vanno a fare le marchette del prossimo, avvilente, spettacolo. Non proferisco nemmeno parola su Grillo. Non mi fanno ridere. Sto bene. Sono fortunata. Sono grata. Sono nello stesso tempo nessuno e un sacco di cose. Mi sento piccola e immensamente grande. La mia convalescenza è, presa dal lato positivo, una pacchia, ho la mamma che si può dedicare a me quasi a tempo pieno e sto cominciando a farmi piacere il vederla aprirsi i suoi spazi e spaziare lontano dal nido, tenuto in caldo, la sera, sa che troverà una casa pulita e felice, e troverà, nel suo letto, un topino addormentato che respira quel sottile refolo di vento che sposterebbe un foglio di velina se appoggiato sul naso di notte, e che faccia farà quando dovrà aspettarmi lei la notte con lo sguardo a intermittenza sull’orologio perché io sarò con il mio bello, avrò una corsia preferenziale per trovare un lavoro che finalmente mi darà un senso, un utilità sociale e una soddisfazione personale, ho una tessera che mi permette di fare qualsiasi sport gratuitamente. E lo sport mi fa bene, è una parte della cura di me, che è attualmente il mio mestiere principale. Sto pensando anche al calcio femminile. Al softball, alla pallavolo, volo con la fantasia, faccio grandi balzi con le mie gambe forti e dense di potassio. Si capisce che sono uscita euforica e carica dalla piscina. Io rido di altre cose, rido, soprattutto, di me.
