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West Ham – Arsenal

Il primo tempo della partita arsenal west ham era finito, e come di consueto ci sarebbero stati i quindici minuti d’intervalo in cui lei e suo padre avrebbero commentato scoraggiatamente la sfortuna di quel giocatore, la nullità di quell’altro, il pessimo acquisto in termini di piumini invernali da parte di Arsene Wenger. Lei aveva fame, ma decise che per far piacere a suo padre avrebbe aspettato tutto il secondo tempo e npn solo, cosa rarissima per lei, l’avrebbe anche visto sul divano accanto a liui, non si era mai spinta oltre il primo tempo per cui aveva di che essere felice, il babbo, non che lo facesse per il calcio in se e per sé, ma lo faceva per lui, perché fosse il suo piccolo portafortuna quel pomeriggio che stavano facendo la pace, dopo i singhiozzi e i rimbrotti di quella mattina, lei glielo aveva scritto in un messaggio, un tentativo di tregua tra l’oro, e una partita vista dall’inizio alla fine senza stancarsi sembrava una buona idea per farsi vedere felice di stare con lui, per renderlo felice, poi, a cena, ci sarebbero andati dopo, qualunque fosse il risultato, avrebbero avuto di che parlare, quindi benedetta sia stata quella partita, se è stata capace di tenerla ferma per due ore su un divano con l’unica distrazione delle sigarette e qualche carezza al cane che ad ogni loro inveire contro i falli invisibili, incitare e tifare e commentare a gran voce si alzava, scodinzolava, e cominciava ad eccitarsi volendo a tutti i i costi far parte anche lei di quel divano delle sofferenze calcistiche. Ecco che la partita ricominciava, e lei si sarebbe dovuta di nuovo presentare di là, a far finta di sorridere, ma lo avrebbe fatto volentieri, anche col buco nello stomaco che si ritrovava, per non urtare ulteriormente il fragile equilibrio psichico del babbo che così repentinamente metteva alla prova con le sue manie. Quella partita avrebbe significato molto per quella giornata, naturalmente l’Arsenal avrebbe dovuto vincere, o altrimenti il sentimento infausto che regnava nella casa da quella mattina si sarebbe acuito, per cui si armò di tutte le sue sigarette e della sua pazienza, e si costrinse a seguire il gioco, si costrinse anche a farselo piacere, ad adorarlo, ad appassionarsici, per esultare con lui, per piangere con lui una giornata distrutta dal West Ham, prosciutto dell’ovest, un culo spaventoso, un desiderio all’unisono dei nostri corpi di gioire di un gol, un’altro ancora, per passare in vantaggio almeno, per non fare sempre i soliti frustrati della squadra che perde, per la soddisfazione di alzare le mani a pugno chiuso al prossimo gol, e tollerare meglio gli sbagli di Gervigno, e poi, e poi, quanto sapore e gloria in più nella pizza ci sarebbe stato da assaggiare.

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