Lemme lemme ho traslocato di stanza, una faticaccia, ma sono abbastanza soddisfatta. Prima giornata passata nella nuova stanza: un orribile incubo, solitudine, inquietudine, ieri ho vomitato tutta la cena, per la prima volta, senza autoindurmelo, solo per le fitte che provavano il corpo e i maledetti senzi di colpa per essere sfuggita ancora una volta alla mia pazienza, che già è limitata. Sono una paziente perché devo pazientare? quanto ancora? quanti minuti secondi attimi ancora? Lavoro sodo, mi impegno a scrivere ma la testa è altrove, trovo mille escamotage per far passare il “tic tac (una vita sta passando, la MIA vita….)” dell’orologio rosa di hello kitty che mi guarda torva, come non ha fatto mai.
