E guardo il mondo da un oblò

E guardo il mondo da un oblò

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Oggi questo il convento passava. Anelli fritti abbrustoliti di #totani. Appena pescati, freschissimi, direttamente dal retino dei surgelati. 😂 praticamente mi hanno pagata per portarmeli via. Tardi giustificata per #psicologa. E perché a un certo punto respirando a fondo nel mio tubetto da snorkeling nell'acquitrinio nebuloso che ricopre la mia strada, è tanto meglio che sguazzare in una via limpida, intervallata da pasti migliori e serviti ma circoscritta e diagnosticata e avviata per me come la prescrizione di una ricetta medica a cui attenersi. Pasti girando intorno a un amore di mamma e babbo di cui posso fare a meno di elemosinare la plastica, che sono una medicina amara con troppi effetti collaterali, diventando essistessi la malattia, e l'identità Preferisco il mio pasto amaro, non è più una ribellione una non accettazione della realtà, è una guarigione sottile e sotterranea e a lungo termine, perché sopra ci costruirò il mondo, e le strade per ovunque, perfino quelle per restare qui, in questo punto. Buon appe e daje di calamaro #fritto 💪🦁💖💛💙🦁🦁🦁🦁 #pranzo #foodblog #foodshare #foodforthoughts, #pensieri #anorexiarecovery #diarioalimentare #paleojunk #paleoish #friedfish #nourish #soulnourishment #art #igarts #paintings #friedsquid #foodblogger #frittodipesce #edrecovery #depression #anoressia Mo vado a fare l'ecografia per la tiroide salterina #autoimmunedisease #autoimmune 💪che la luna i suoi anelli del piffero se li è pure alla lontana beccati😂 #cercolavoro #jobsearching

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Il settimo gingillo (scusa, Bergman)

Il settimo gingillo (scusa, Bergman)

 

Dare un nome

Dare un nome

Ve lo andate a leggere che non c’ho voglia. Oppure no. C’ho voglia ma voi non ve lo andate a leggere. Abbiate il coraggio di fare come cavolo vi pare😂, mangiare è un atto sfuggente e mai un mandala definitivo, qualcosa che ti sistema per la vita, una cerniera per fermare un attimo privo di vincoli in sottovuoto. Per cui in perfetta grammatica, continuo a scrivere e a nutrire il provvisorio, aggiungendo sfilze di croci a tutte le ultime cene che faccio.

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(ah ma ora funziona sto plugin, toh! vediamo un po’ se lo inserisce⁉️⬇️)

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Ok, oggi me lo sono fatto così, perché è autunno😂🌾🍂🍁E ho trovato il #cavolfiore e ho trovato lo #zafferano in fondo a un cassetto che stavo sgombrando per trasferire i miei due pigiami due che sono la mia mise giorno/notte2001/2018. Penso che ormai i #trecuochi o come si chiamavano quelli delle bustine famose ne son morti almeno due e il terzo è preso male, col palletico come le mie mani. Poi ho infilato il prosciutto nello spiedino e l'ho infornato con l'ananas, perché magari un po' di sole si senta in colpa di stare anche lui col muso. Questo piatto decadente mi piace, mi assomiglia, una moltitudine di caos bruciante e libero dagli schemi, dalle convenzioni di un pasto, dai dettati della vita. Non posso scrivere i giorni con in mano una penna fornita di gommino perché la maestra sa quale cervello nella classe sarà recidivante nell'aspettarsi la spietata correzione. E non sono la benedizione e la fortuna e il bilanciere di patetici arroganti. Vai leo, nella rigenerante solitudine di sapersi piegare, ma non più inginocchiare strisciando, mangiamo.✌ yum!!!!😋#paleofood #paleo #paleolife #leftovers #lowbudget #fooddiary #anorexia #anorexiarecovery #edrecovery #art #paintings #igartist #anoressia #diarioalimentare #paleoeats #foodporn #foodart #friedegg #ham #pineapple #cauliflower #saffron

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Arte brutta per poveri ipoglicemici

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Pensavo che mentre scrivo il libro e mi impoverisco facendo la fame grottescamente non-anoressica, mi impoverisco come l’uranio impoverito perché su madre gaia la terra l’ha diseredato nella Teogonia e quando e se le si riavvicinava a mezzo metro e senza cautela e difese costei generava mostri e ciclopi da scagliare nel mondo in un sonno della ragione lungo una maternità vitalizia perpetuata dal rifiuto interiore di essere madre quando poteva essere nel sogno di una vita che non mi- e ci- comprende, argomenti spinosi anche per un banchetto delle pulci di Freud che gira il cartello del sold-out e chiuso per ferie, pensavo che per inculare la asl che mi ha inculato intrappolato stallata e allevata nella pancia di una fabbrica psichiatrica senza che fosse mai una culla, potrei, imparando con i miei tempi stitici e indisposti verso la contaminazione del mondo, a tenere una mano ferma e tutto il ragionamento di tregua e armistizio racchiuso in un click! per fare le foto all’archivio dei quadri disseppelliti del nonno nelle casse della nonna ancora per poco mie e a giorni della banca (e della asl, ne sono certa sti infami tagliagole) e piano piano mettere su una specie di showcase della collezione di pezzi dimenticati e inglobati nella coltre del suddetto sonno trabocchetto materno, inserendoli qua e là nel profilo Instagram che intanto mi piace e mi diverte e infanga gioioso ladruncolo di bocconi per fame di vita nelle vie laterali, e poi starebbero lì in una luce che, magari brutta e magari troppo mia e passata dalle mie grinfie per essere marchettizzata e valorizzata (se ha il valore che ha), magari c’è qualche diseredato nel mondo impoverito dall’occhio poetico e artistico senza ingessature accademiche che con l’art brut del mi nonno ci si arricchisce un muro un disagio e uno sguardo, e io se ci fosse qualche mezzo interessato al contenuto o al contesto del materiale tiro su mezzo spicciolo per mangiare qualcosina di nutriente che non sia scaduto da venti giorni. Come raccomanda la asl alle persone che gli pagano il ticket.

Faccio? Sì, faccio. Vanga e valanghe di scotch per incollarmi i piedi allo scaleo che cado.