Ho passato il Natale più triste della mia vita, a 29 anni, al di là di ogni aspettativa che era più che cinerea, ecco, all’ennesima potenza, oltre l’immaginabile tetrezza anche la teatralità drammatica e sconsolata di un lungo pomeriggio da sola sotto la pioggia a elemosinare avanzi di panettoni. Ho l’impressione che dopo questo strazio da oggi in avanti tutto non possa che splendere dentro e fuori di me, quasi fossi io stessa una costellazione di palline luccicanti che abbagliano e gridano: avvicinatevi gente! O state alla larga!
