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Stelle, stalle, stamberghe

Ho passato il Natale più triste della mia vita, a 29 anni, al di là di ogni aspettativa che era più che cinerea, ecco, all’ennesima potenza, oltre l’immaginabile tetrezza anche la teatralità drammatica e sconsolata di un lungo pomeriggio da sola sotto la pioggia a elemosinare avanzi di panettoni. Ho l’impressione che dopo questo strazio da oggi in avanti tutto non possa che splendere dentro e fuori di me, quasi fossi io stessa una costellazione di palline luccicanti che abbagliano e gridano: avvicinatevi gente! O state alla larga!

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7 commenti su “Stelle, stalle, stamberghe
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  1. Elisabatta simil abete… che magnificenza! Con le lucine natalizie che si accendono e si spengono, con tranci di panettoni e di torrone appesi alle sua braccia.
    Che spettacolo!

  2. o ma sei scema? io l’ho fatto il panettone con le mie manine e bastava ti presentassi: non che ci fosse il circo ma ci siamo fatti delle gran belle risate… non stare più da sola Elisabetta, dai! e guarda che non scherzo, io abito a Rignano sull’Arno, uno sputo da Firenze….
    Sandra

  3. Anch’io vorrei capire,carissima Elisabetta, come mai è perchè possa esserti successo quanto hai reso noto a noi tutti.
    Come e perchè una giovane ragazza possa trascorrere il giorno di Natale in solitudine.
    Non so dove vivi spero in lombardia e non troppo lontano da Bergamo perchè in occasioni come questa appena trascorsa, se lo vorrai, non resterai mai più da sola. Non temere; ho più di 70 anni! Spero che tu risponda. Capodanno è vicinissimo!

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